Legge Elettorale. Bordo (Pd): “No a solito masochismo”

“Considerati contesto e momento in cui è maturato l’Italicum è la migliore legge possibile e per questo dovrebbe avere il sostegno di tutto il gruppo parlamentare del Pd. Non votarla sarebbe un errore che, ne’ i nostri sul territorio, ne’ gli italiani comprenderebbero e accetterebbero. Senza contare che l’eventuale voto contrario di alcuni di noi sarebbe l’anticamera di una spaccatura che avrebbe conseguenze politiche molto pesanti. E non potrebbe essere altrimenti, visto che sappiamo che il governo, che non e’ nato per salvare la legislatura, si gioca tutto su riforme e legge elettorale. Se venisse meno la tenuta complessiva del partito su un provvedimento rispetto al quale il governo ha scommesso, mettendoci la faccia, e’ naturale che si porrebbe un problema politico enorme. Dire che l’approvazione della legge elettorale è cruciale per il prosieguo della legislatura non e’ un ricatto ma un’evidenza politica, considerata la natura straordinaria di questo governo, nato anche per evitare una possibile crisi di sistema con conseguenze drammatiche per il nostro Paese”. Lo scrive, sul suo blog, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.
“D’altra parte – prosegue Bordo – è ingeneroso affermare che l’Italiacum è invotabile. Il testo sul quale ci stiamo confrontando contiene almeno tre modifiche e mezzo delle quattro chieste a suo tempo dalla minoranza e che io ho condiviso nel primo passaggio alla Camera e cioè: il premio di maggioranza al 40%; il 3% per accedere in Parlamento; l’alternanza di genere; i deputati eletti in parte con le preferenze. Sarebbe stato molto più giusto rivendicare questi risultati, come ho fatto personalmente, piuttosto che chiedere ulteriori modifiche. Modifiche che, tra l’altro, non sono condivise da tutti e che imporrebbero un altro passaggio al Senato, molto pericoloso sul piano politico e non per mancanza di fiducia sulla tenuta del partito, come sostiene qualcuno, ma perchè ridaremmo protagonismo a Berlusconi. Sarebbe un controsenso se, dopo aver chiesto la rottura del patto del Nazareno, oggi si facesse di tutto per riproporlo. Perché è evidente che se passano delle modifiche alla Camera, per i numeri risicati che abbiamo al Senato, saremmo giocoforza costretti ad allargare la nostra base di consensi per permettere l’approvazione della legge, riaprendo un mercato che ci riporterebbe nell’incertezza e nel pantano visto che tutti, a quel punto, si sentirebbero determinanti”.
“Noi dovremmo invece sfidare Forza Italia sulla coerenza, visto che prima ha scelto di votare a favore e poi ha cambiato idea, piuttosto che dividerci tra di noi. Dovremmo approfittare della condizione nella quale sono i nostri avversari per puntare su un altro grande risultato elettorale a maggio, piuttosto che perseguire quella volontà masochistica di autodistruzione che riproponiamo ogni volta che siamo maggioranza e che puntualmente, poi, paghiamo nelle urne” conclude Bordo.

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