L’Italia non lavora su credibilità e crescita

“In questo tempo in cui il destino dello Stato e di ogni singolo cittadino è appeso a uno spread e alla valutazione del Paese che offrono i mercati, è inevitabile che l’Italia si ripieghi a fare i conti con i suoi problemi di credibilità”. Lo ha affermato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo al convegno “La rete degli attori del mercato del lavoro” organizzata dalla Fondazione consulenti per il Lavoro a Potenza.

“Il mondo – ha spiegato il presidente – è cambiato. Lo testimonia, tra l’altro, il susseguirsi di manovre finanziarie per decreto che chiudono una storia italiana, da Cavour e fino a Berlusconi, in cui tali manovre venivano prima elaborate e poi assimilate dal dibattito politico. Oggi, invece, sono un corpo estraneo, calato nella società, di cui si lamentano i comuni di destra e di sinistra, le province di destra e di sinistra le regioni di destra e di sinistra perché escluse dal processo di formulazione e di condivisione delle scelte. C’è quindi un problema di credibilità dello Stato al suo interno, ma anche all’Esterno. La Spagna, che ha una situazione finanziaria difficile, non ha fiducia sulla ripresa dell’Italia, la Francia, con cui siamo insieme in Libia, mostra di non fare affidamento su di noi, l’Europa, in generale, tiene sotto tutela il Paese mostrando di non dare credibilità alle sue scelte. E in un momento della storia in cui gli spread e la credibilità si tramutano in economia reale, questo finisce con l’essere il primo problema”.

Per De Filippo “serve un recupero di credibilità che non può fermarsi di fronte a ambizioni, velleità e ostinazioni dei singoli perché qui è in ballo tutto il Paese. Diversamente è inutile anche ipotecare il futuro attestandosi su politiche di rigore estreme quanto cieche, poiché non tengono conto delle esigenze di crescita. I sacrifici vanno fatti, ma è necessario che si creino le condizioni di contesto in cui diano frutto, e questo significa lavorare sulla credibilità e sulla crescita”.

 

 

 

 

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