L’odissea della Basentana

“Pietro Ciucci lascia la presidenza dell’Anas forse anche in segno di rispetto per il popolo lucano. Conosceva e bene che percorrere la Basilicata è sempre più difficile. Le vie di comunicazione sono oramai un sogno con strade e ponti abbandonati dall’incuria, dell’incapacità gestionale e dalla corruzione del sistema politico. Strade insicure ed inadeguate significano perdita di velocità commerciale, disagi per i cittadini e mettono in sofferenza le aziende di tutti i settori”. Lo hanno detto i segretari regionale dell’Ugl Basilicata Giovanni Tancredi e Giuseppe Giordano.
“L’Ugl e i cittadini lucani sono stanchi, attendono delle risposte, non è possibile avere una regione intransitabile con una sequela di lavori infiniti e pericolo per gli automobilisti. Basta percorrere interamente la ‘Basentana’ per averne un’idea. I lavori per la superstrada S.S. 407 Basentana, che parte dallo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni e si congiunge a Metaponto, allo svincolo della SS 106 Jonica, iniziarono negli anni ’60 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno ed ha contato su un programma decennale di investimenti per oltre 1200 miliardi di lire. Ma la storia della Basentana è sempre stata particolarmente accidentata. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ’60 fino agli ultimi recenti interventi in seguito ai danni dell’alluvione del 2013. Con buona pace di tanti fondi pubblici spesi senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti. L’Ugl – concludono Giordano e Tancredi – ricorda al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio che dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono. Noi non possiamo accettare il criterio che proprio a questa regione abbandonata, grazie anche alla complicità di qualche politico lucano eletto al Parlamento, viene sempre messa in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali”.

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