Lotta alla piaga della corruzione: celebrazione giornata internazionale

La Giornata internazionale che si celebra quest’anno chiama in causa tutta la società civile per fronteggiare e prevenire il fenomeno corruttivo che, ormai, è diventato un grave problema globale che colpisce tutti i settori. Dire no alla corruzione, spetta non solo ad ogni singolo individuo ma a tutti i governi che hanno la responsabilità e il dovere di adottare misure efficaci e di contrasto all’illegalità.
Una piaga sociale, politica ed economica complessa che colpisce tutti i Paesi, attacca le fondamenta delle istituzioni democratiche e rallenta lo sviluppo economico, privando i cittadini dei loro diritti fondamentali. Va evidenziata l’importanza della Convenzione Onu contro la Corruzione, adottata nel 2003 ed entrata in vigore nel 2005, che ha previsto un approccio globale e multisettoriale della questione, attraverso la creazione di una piattaforma comune che va a rafforzare la collaborazione tra le Forze dell’Ordine e la Magistratura.
Gli ultimi dati pubblicati da Transparency International sull’indice di percezione della corruzione collocano l’Italia al 52esimo posto su 180, con un livello di corruzione sperimentata che rimane tra i più bassi del mondo, anche se negli ultimi due anni l’indice italiano non ha registrato miglioramenti. L’emergenza sanitaria ha, di fatto, compromesso gli importanti risultati conseguiti e con l’arrivo dei fondi europei per la ripresa economica è importante non abbassare l’attenzione.
Secondo una recente ricerca dell’Associazione ‘Libera’ sulla percezione e la presenza di mafia e corruzione nel nostro Paese, il fenomeno è molto diffuso a livello regionale, tant’è vero che la percentuale delle persone che hanno ricevuto richieste indebite di denaro, ma non hanno denunciato, si aggira intorno al 30 per cento. La legge n. 109/96 per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie compie venticinque anni: i patrimoni sottratti ai corrotti possono diventare una risorsa economica per il territorio e per l’intera comunità locale. Molto lavoro è stato fatto, ma è evidente che c’è ancora un bel pezzo di strada da percorrere.
Gli strumenti ci sono ed ognuno deve fare la sua parte. In Basilicata, il ‘sistema di potere’ è ancora vivo e vegeto, e il settore degli appalti si conferma ‘area sensibile’ a rischio di corruzione. Dalle recenti attività investigative, infatti, emerge un quadro desolante: una gestione personalistica della ‘cosa pubblica’. La portata del fenomeno è stabile: servono strumenti investigativi più efficaci e programmi di accompagnamento mirati per coloro che denunciano. Infine, è essenziale rafforzare il controllo dell’opinione pubblica. Con fondi del Pnrr non basta invocare un corretto uso delle risorse. Occorre anche invocare trasparenza e tenere alta la guardia contro appetiti che
danneggiano l’economia e accrescono il sottosviluppo.
Gianni LEGGIERI
Consigliere regionale M5s

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