Manduria: I Carabinieri scoprono ceneri di Cerano interrate negli uliveti

Scoperta choc dei carabinieri: le ceneri provenienti dalla centrale a carbone di Brindisi, di proprietà dell’Enel, venivano interrate nelle campagne di Manduria. In particolare sotto gli alberi di ulivo: è quanto emerso nell’ambito di indagini compiute dai carabinieri del Nucleo operativo di Lecce e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto su delega del Pm della procura di Brindisi, Giuseppe De Nozza. Le indagini hanno portato al sequestro probatorio di due aree di circa 9.000 metri quadrati complessivi di pertinenza dell’azienda “Calò Calcestruzzi” di Manduria, la cui sede è stata perquisita. L’azienda è dell’ex sindaco di Manduria Antonio Calò. Gli investigatori hanno scoperto che all’interno di un terreno di 6.000 metri interno al perimetro aziendale erano stati “tombati” rifiuti speciali, per l’appunto ceneri provenienti dalla centrale di Cerano (Brindisi). In un altro terreno di circa 3.000 metri quadrati, esterno al perimetro aziendale ma di proprietà della Calò Calcestruzzi, oltre alle ceneri sono state trovate terre e rocce da scavo miste a stratificato stradale. I carabinieri hanno anche sequestrato 212 formulari di identificazione dei rifiuti che riguardano proprio l’attività di conferimento degli scarti prodotti da Enel (estranea all’inchiesta), relativi agli anni 2009 – 2010 e 2011.
Sul posto sono stati eseguiti scavi con pale meccaniche ed escavatori che hanno fatto emergere i rifiuti che saranno analizzati. Il titolare dell’azienda, Antonio Calò, è indagato per esercizio di discarica abusiva, gestione illecita dei rifiuti e getto pericoloso di cose.

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