Manovra 2012, forte preoccupazione della CISL

La Cisl Basilicata esprime forte preoccupazione per i tagli alla spesa sociale, alle politiche ambientali e alle infrastrutture che si prospettano nella prossima manovra finanziaria regionale, le cui linee guida sono state presentate oggi pomeriggio alle parti sociali dal presidente della giunta regionale, Vito De Filippo. Solo per quanto riguarda la spesa sociale, evidenzia la Cisl, si parla di una riduzione di circa 10 milioni di euro per effetto del patto di stabilità interno e dei tagli dei trasferimenti statali alle Regioni e al sistema delle autonomie locali. Pur in presenza di una situazione finanziaria drammatica che impone scelte drastiche, si impone la necessità di individuare strade alternative improntante ai principi dell’equità e del rigore che non penalizzino i consumi delle famiglie e non mettano a repentaglio la tenuta generale dell’economia lucana e i programmi di sostegno al reddito delle fasce sociali emarginate.

Per la Cisl è particolarmente iniquo che il rigore di questa manovra, pur dettato da fattori esogeni al contesto strettamente regionale, finisca per esser pagato esclusivamente dalle famiglie dei lavoratori e dai pensionati sotto forma di tagli ai servizi sociali e sanitari e ai trasporti locali. In questa fase di ridefinizione della spesa pubblica occorre tenere presente che sono proprio le famiglie lucane l’elemento fondamentale dell’economia di questa regione per quanto riguarda i consumi e i risparmi, pertanto si ritiene fondamentale l’adozione di politiche di sostegno alle famiglie che nel 2011 hanno sostenuto da sole l’azione di risanamento della spesa sanitaria messa in campo dal governo De Filippo attraverso i ticket sui farmaci e sulle visite specialistiche.

Risulta evidente che il contesto storico impone la ricerca di nuovi strumenti per sostenere i consumi, il risparmio e l’occupazione, per tanto, oltre a quanto stabilito con il piano per il lavoro e la crescita, risulta ancora più necessario interrogarsi sull’attualità degli obiettivi fissati con la programmazione dei fondi comunitari, in particolare dai programmi operativi Fesr e Fse, ovvero sulla rimodulazione di una programmazione pensata nel 2005-2006 in una fase precedente la crisi economica. La Cisl considera infine necessaria l’adozione di un piano unico strutturato per l’occupazione, misura da tempo sollecitata dal sindacato, per rispondere alla grave crisi occupazionale che sta investendo la nostra regione dove circa 6 mila lavoratori fuoriusciti definitivamente o temporaneamente dal sistema produttivo beneficiano di una qualche forma di ammortizzatore sociale con conseguenti effetti depressivi sui consumi, l’azzeramento della capacità di risparmio e l’accentuarsi delle difficoltà economiche nelle aree interne.

 

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