Marco Pannella in visita al carcere di Lecce

Marco Pannella, storico leader dei radicali, ha visitato ieri il carcere di Borgo San Nicola a Lecce, accompagnato dalla senatrice Adriana Poli Bortone, dal presidente MRS Paolo Pagliaro, e da due collaboratori di Radio Radicale. La sua visita è durata più di tre ore, dalle 11 alle 14.30. Al termine, Pannella non si è risparmiato ed ha lanciato pesanti accuse contro lo Stato: “La situazione delle carceri italiane e dei detenuti è drammatica. Si rasenta la tortura. Mi sembra di rivivere gli anni 1938-39, una flagranza di reato di Stato rispetto ai diritti umani fondamentali, riconosciuti dalla Costituzione Italiana. C’è una distanza abissale dai diritti garantiti, maggiore rispetto ai tempi del regime fascista, nazista e comunista con il diritto internazionale di allora, garantito dalla Società delle Nazioni”. Pannella è fermamente convinto che, prima o poi, lo Stato italiano subirà un processo per crimini contro l’umanità, data la situazione delle carceri.

La struttura leccese non brilla certo per modernità: sovraffollamento ai limiti, con 1300 detenuti che nella notte sono affidati alle cure di un solo medico e 4 infermieri; mancano 100 agenti e molti sono vicini alla pensione; non c’è il reinserimento lavorativo e luoghi di ricreazione. Paolo Pagliaro punta il dito contro la sezione femminile del carcere: “Le donne non hanno attività ricreative e lavorative, se si eccettua qualche iniziativa come ‘Made in carcere’, dove si producono le borse. Per gli uomini c’è solo la falegnameria e, ultimamente, un campetto di calcio. Nonostante le gravi carenze di personale, devo elogiare il lavoro degli agenti e degli addetti ai lavori, che anche nelle difficoltà hanno un atteggiamento molto umano”.

Adriana Poli Bortone, invece, crede nel governo tecnico, in special modo nella capacità che l’esecutivo Monti possa risolvere la situazione delle carceri: “Quando vuole, questo governo risolve le cose in una settimana: si blinda i provvedimenti. Io mi auguro che con la caparbietà dei Radicali e con l’ausilio di tanti parlamentari, si possa affrontare questo problema. Qualche giorno fa si è ricordato Papa Wojtyla, che ha lottato anche per la popolazione carceraria e forse si sarebbe potuto adottare qualche provvedimento in sua memoria”.

 

 

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