Martorano al Comitato Sanità Privata: ‘Apertura al confronto, ma con chi è franco’

“Quando il sedicente comitato di crisi della Sanità privata si chiede perché diamo ascolto alle associazioni dei consumatori e non a loro, farebbe bene a porsi qualche interrogativo sul proprio modo di proporre il confronto. Con i consumatori, come lo stesso comitato da atto, abbiamo avviato un dialogo chiaramente finalizzato alla risoluzione di problemi e senza posizioni strumentali da entrambe le parti.” E’ il commento dell’assessore alla Sanità Attilio Martorano alla ennesima presa di posizione del Comitato di crisi della Sanità privata. La gravità del momento – ha proseguito l’assessore – richiede il senso di responsabilità che noi mettiamo in campo nel fare ogni ragionevole sforzo per migliorare i servizi e a cui le associazioni dei consumatori hanno dimostrato di corrispondere chiedendo ogni miglioramento possibile, ma senza prescindere da difficoltà oggettive e norme nazionali indipendenti dal nostro volere.

Come è ben noto agli operatori della sanità, in occasione dell’ultima manovra varata dal governo regionale sulla sanità non sono mancate occasioni di riflessione comune che hanno portato al’accoglimento anche di alcune proposte migliorative senza rinunciare agli attesi risultati di contenimento della spesa. Ma con una parte di operatori della Sanità privata, invece, si è creata una frattura a fronte di due decisioni che abbiamo assunto: l’eliminazione di prestazioni non dovute dal sistema sanitario che appesantivano il bilancio regionale e, addirittura, un arrotondamento dei pagamenti delle prestazioni all’euro superiore al tariffario previsto per tutte le analisi di laboratorio. Entrambi i provvedimenti erano nella logica dell’eliminazione degli sprechi, ma questo ha dato il via ad una serie di accuse e attacchi che nulla hanno a che fare con le questioni al centro del dibattito e che precludono il confronto”.

L’assessore alla Sanità ha aggiunto che “non ci lasciamo intimidire da annunci di campagne stampa di denunce di sprechi, perché se si tratta di sprechi reali siamo pronti a farne tesoro per migliorare il sistema, mentre non possiamo accettare forme di pressione attuate con denunce strumentali. Ugualmente, il discorso non si può portare avanti con gli allarmi occupazionali: se la spesa dovesse solo servire a consentire il mantenimento di posti di lavoro con l’onere aggiuntivo degli utili per gli imprenditori, saremmo in un’insana forma di assistenza che consentirebbe a qualcuno di lucrare. L’assessore, comunque, ha mostrato ancora disponibilità al confronto. “Pronti a discutere con chiunque – ha concluso – ma a patto di mettere da parte pressioni improprie e rivendicazioni insostenibili”.

 

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