Matera, via Nino Rota, quale soluzione?

 

La nostra è una strana città, si creano ad arte grovigli burocratici per disperdere le colpe sulle opere pubbliche eternamente incompiute. Esempio pratico è via La Martella, zona 33, lavori mai terminati ed il tempo che passa confonde e allontana le responsabilità. Passano gli anni e tutto si perde nella catasta cartacea che si accumula ed i “furbetti del mattone” da una parte vendono case a caro prezzo, dall’altra si affrancano le spese delle urbanizzazione. Questo è quello che si avvia ad essere la lottizzazione di Serra Rifusa. Dopo sentenze di TAR e Consiglio di Stato la disputa su via Nino Rota continua. Tutto somiglia ad un balletto eterno che come motivo ripetitivo ha lo scaricarsi responsabilità per decidere come e cosa deve essere fatto, chi lo deve fare, come lo deve fare. Eppure la questione è semplice: prendete la sentenza leggetela e applicatela, come di solito deve essere fatto in una società che si rispetti, diversamente mi spiegheranno che senso hanno le decisioni di Tribunali. Intanto via Nino Rota si appresta a specchiarsi in quel ginepraio di intrighi burocratici di palleggiamento di responsabilità, replicando nei fatti la ben nota zona 33, un’opera incompiuta, dove il tempo che passa imprime rassegnazione. Quartieri invivibili, dove quando esci i piedi devi metterli nel fango, senza marciapiedi, segnaletica stradale, spazi verdi fatti di sole erbacce, insomma nulla di più di quello che sono tutte le recenti urbanizzazioni, Acquarium, Arco. Eppure l’amministrazione comunale deve solo leggere e pretendere l’applicazione delle sentenze dei Tribunali dello Stato, senza interpretarle, semplicemente farle eseguire. Appare ovvio che, in casi simili, chi è minoranza debba, per forza di cose, sostenere quello che appare evidente ai più: si vogliono proteggere interessi di taluni mentre le preoccupazioni dei residenti passano in secondo piano. Dobbiamo prenderne atto: in questa città le sentenze non bastano a porre le condizioni per la realizzazione delle opere pubbliche. Sono passati anni e siamo punto e a capo, le soluzioni sono lontane. Ma cosa dicono le sentenze dei tribunali amministrativi, quello che direbbe una qualunque persona di buon senso: realizzare la strada di PRG, quella prevista nell’originario progetto, cioè la strada di scorrimento destinata a collegare la zona con il resto dei quartieri limitrofi in modo da agevolare la fruibilità di servizi pubblici, (parcheggi, scuole, uffici). Quello che inoltre sconcerta, in questa vicenda è non solo la mancata applicazione delle sentenze ma anche la facilità, come nel caso specifico, dell’assunzione di responsabilità che l’amministrazione comunale si imputa nella costruzione dell’area camper, opera che era quasi ultimata; stranamente e supinamente i nostri amministratori, sempre pronti a difendere le scelte fatte, si attribuiscono, se pur parzialmente, responsabilità ed adesso rimane un opera da rifare, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche. Verrà presentata puntuale interrogazione consiliare affinchè si diano valide risposte sullo stato dei lavori.

Adriano Pedicini Consigliere PDL Matera

 

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