Melfi: Cerimonia di apertura della Celebrazione del Millenario

Venerdì 18 Maggio 2018, alle ore 11, nel Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Melfi, ci sarà la Cerimonia di apertura delle manifestazioni per il Millenario della Città fortificata di Melfi.

Programma

Saluti del Sindaco di Melfi, dott. Livio Valvano e del Presidente del Comitato Nazionale, prof. Cosimo Damiano Fonseca

Interventi di S.E. Mons. Ciro Fanelli, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, della prof.ssa Aurelia Sole, Rettrice dell’Università degli Studi della Basilicata e del Rappresentante del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo sen. prof. Gianpaolo D’Andrea.

Relazione della prof.ssa Vera von Falkenausen, emerita di Storia bizantina dell’Università di Roma Tor Vergata sul tema “L’incastellamento di Melfi nella politica del Catapano Bojoannes.

Conclusioni dell’on. dott. Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata.

“I continui attacchi dei Longobardi guidati da Melo da Bari contro le truppe di occupazione dei Bizantini, costrinsero nel 1017  l’Imperatore Basilio II ad inviare da Bisanzio, verso il thema di Puglia il Catapano Basilio Bojoannes, stratega militare.

Nell’autunno del 1018 Bojoannes sconfisse Melo che guidava truppe longobarde e normanne a Canne, una pianura sita  tra  Canosa e Barletta, tristemente famosa per la sconfitta subita dai romani da parte di Annibale.

Mentre il mercante barese fuggiva in Germania per chiedere aiuto all’Imperatore Enrico II, il Catapano Bojoannes dava corpo ad una politica di difesa dai longobardi di Salerno e Benevento e dagli eserciti tedeschi, realizzando una serie di fortificazioni tra il sub Appennino dauno, il Gargano e la Lucania nord Orientale.

I lavori cominciarono a fine 1018 e proseguirono negli anni successivi, assistendo alla nascita di cittadine fortificate e destinate a diventare importanti sotto il futuro ducato normanno, come Melfi, Troia, Ascoli Satriano, Lucera.

Secondo Amato di Montecassino  Melfi, cittadella circondata da vari torrenti,  si ritrovò difesa da  una cinta muraria possente  e ben collocata nella parte più alta della collina che guardava il Vulture.

Con i Normanni prima e con Federico II poi,  questa cinta muraria fu allungata sino a 4 km circa e munita di un imponente Castello, sino a costituire una delle più suggestive  e meglio conservate fortificazioni medioevali”.

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