Melfi: fermato il convivente della badante uccisa

Sarebbe stata la gelosia morbosa del convivente la causa scatenante dell’omicidio di una badante ucraina, uccisa nella sua abitazione, in via Porta Calcinaia, a Melfi. Ad avvertire i carabinieri era stato proprio il compagno della donna, V.Y., trentatreenne connazionale della vittima, fermato con l’accusa di omicidio doloso aggravato dai futili motivi. Dalle dichiarazioni rese ai carabinieri di Melfi, erano emerse contraddizioni nel racconto dell’uomo, che aveva anche omesso la relazione con la donna. La vittima, Mariya Alferenok, cinquantatreenne, era stata trovata dai militari, intervenuti dopo la chiamata del convivente, priva di vita e con il volto tumefatto, distesa sul suo letto. Dalle indagini è emerso che l’uomo aveva schiavizzato la donna, usandole violenza in più circostanze.

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