Milano: Progetto Icaro e le aziende confiscate alle organizzazioni mafiose

Martedì 3 maggio a partire dalle 9 presso la sala lauree della Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali dell’Università degli Studi di Milano si terrà una lezione – convegno sul tema delle aziende confiscate. Verranno presentate le ricerche effettuate nell’ambito del progetto di ricerca Icaro, uno studio di frontiera sul complesso tema del sequestro e della confisca di aziende come strumento del contrasto alle organizzazioni mafiose.

Interverranno il professor Nando dalla Chiesa, la professoressa Stefania Pellegrini e gli altri ricercatori del progetto.

Tra le associazioni, sarà presente anche la lucana “Società Cooperativa Sociale Onda Libera”.

Su questo lido sorgeva lo stabilimento balneare Lo Squalo Beach, confiscato alla criminalità organizzata il 29 settembre del 2011, durante l’operazione Octopus. Nel 2012 il bene viene affidato a LIBERA – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie – per destinarlo ad uso sociale. Dall’estate 2015 il lido è gestito da una cooperativa sociale denominata “Società Cooperativa Sociale Onda Libera” di cui fanno parte anche due persone Down. La cooperativa è promossa da UISP (Unione Italiane Sport per Tutti) e da AIPD (Associazione Italiana Persone Down) in collaborazione con Libera.

Oggi, questo pezzo di spiaggia è una piazza sul mare dove svolgere attività che restituiscano dignità ad un luogo mortificato dal potere mafioso.

Insieme ai servizi balneari costituiti da ombrelloni, sedie a sdraio e lettini e da una piccola ristorazione, “Onda Libera” intende creare uno spazio partecipato, sostenibile, inclusivo e accessibile per sensibilizzare gli ospiti alla promozione della cultura della legalità, alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente con una attenzione particolare al recupero dei materiali riciclabili e all’uso consapevole dell’energia, alla promozione dell’integrazione umana e sociale, introducendo i temi dell’accoglienza e della inclusione sociale, alla attenzione verso i più piccoli, la terza età e i disabili, con attività di animazione ludico-motorie e con l’abbattimento delle barriere nel lido.

Il segnale più bello del vostro supporto sarà quello di vedere tanti liberi cittadini scegliere di trascorrere una giornata in allegria sulla spiaggia “Onda Libera”… un luogo di tutti che per essere libero ha bisogno anche del tuo contributo.

“Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto”

(Mauro Rostagno)

Lo scopo del progetto è di espandere l’uso sociale di un bene confiscato alla criminalità organizzata attraverso un intervento educativo, culturale e di integrazione sociale accessibile a tutti. L’intervento intende dare continuità alle attività del Lido Onda Libera, sito a Scanzano Jonico in provincia di Matera, migliorandone l’accessibilità a soggetti disabili, bambini ed anziani e promuovendo l’integrazione sociale e lavorativa dei soggetti coinvolti.

Le attività che si intendono portare avanti prevedono:

  • la sostituzione delle vecchie pedane di legno costituenti il pavimento e i camminamenti del lido per assicurare una superficie di calpestio più sicura e stabile all’accesso di persone disabili, carrozzine o persone con mobilità ridotta;
  • la costruzione di strutture per l’ampiamento delle zone d’ombra (tettoie, tendaggi) così da aumentare lo spazio per attività ludico motorie di bambini e soggetti anziani;
  • l’acquisto ed installazione di un piccolo impianto video-luci-musica da usare durante cineforum e dibattiti e per la realizzazione di laboratori musicali e di arti visive da svolgere con le persone ospiti del lido.

I lavori di riqualificazione verranno effettuati dai soci, da volontari e da minori ospiti di strutture protette del territorio opportunamente supervisionati da personale esperto attraverso un laboratorio di autocostruzione. Il laboratorio avrà anche la finalità di sviluppare capacità di progettazione e tecniche manuali dei soggetti partecipanti. Tutte le strutture dovranno essere rimovibili alla fine della stagione balneare e rimontabili la stagione successiva.

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Il progetto ICARO vuole contribuire alla conoscenza della tematica dei beni confiscati alla criminalità organizzata e al loro riutilizzo sociale, secondo le norme previste dalla legge 109 del 1996, e favorire l’adozione di simili provvedimenti a livello europeo. E’ un progetto che nasce dalla lunga esperienza dell’antimafia sociale alla quale i partner del progetto, con tante altre organizzazioni della società civile, hanno dato vita.

Nel nostro paese, grazie a una legge che fu sostenuta da un milione di firme di cittadini, esiste da venti anni la confisca e il sequestro dei beni di provenienza mafiosa e il loro affidamento a strutture pubbliche o del privato no profit. Questo sistema non ha solo un alto valore simbolico, ciò che è tolto in modo illegittimo alla collettività torna alla collettività, ma produce risultati concreti di risparmio economico e di investimento produttivo. Centinaia di cooperative sono sorte attorno a molti beni confiscati. Cooperative sociali o di produzione che danno lavoro a migliaia di persone.

Il progetto vuole favorire, attraverso anche l’esperienza di chi ogni giorno gestisce un bene confiscato, la conoscenza di questa realtà facilitando l’adozione di sistemi di governance in grado di raggiungere risultati efficaci. Una particolare attenzione sarà posta al problema delle aziende confiscate che soffrono dei tempi lunghi di confisca e di assegnazione, con pesanti ricadute produttive ed occupazionali.

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