Mollica interviene sulla questione delle catacombe ebraiche di Venosa

“La notevole valenza storico-archeologica delle catacombe è acclarata, ormai, da tutti soprattutto per l’essere un’ attestazione funeraria ebraica, raro esempio d’integrazione tra cultura latina, ebraica e cristiana, che la rende unica nel suo genere in tutta l’Italia Meridionale”. E’ quanto dichiarato dal Consigliere Regionale MPA, Francesco Mollica. “Fa bene ricordare – continua Mollica – come, scoperte nel 1853 sulla collina della Maddalena, le catacombe rappresentano una chiara testimonianza, attraverso le epigrafi che sono rinvenute nel sito, della presenza a Venosa tra il IV e il IX secolo d.c. di una consistente comunità ebraica, secondo alcuni, più potente di quella presente a Roma.

Dunque, una preziosa miniera di storia antica che cozza con la visione attuale del sito, in totale stato di abbandono e, con la volontà dei Venosini di far conoscere a tutti il fascino che sprigiona, in grado di regalare sensazioni ed emozioni tipiche di uno spazio sacro, sopravvissuto per secoli attraverso la storia. E la Regione e il Ministero per i Beni e le attività culturali sono sempre stati consapevoli di questo fascino attrattivo, tanto da inserirlo nell’accordo di programma sottoscritto, stanziando 12 MLD del vecchio conio, al fine di consentire a questo patrimonio storico e culturale di attrarre flussi turistici qualitativamente e quantitativamente appropriati, con la sua valorizzazione, significando ricadute importanti sul sistema economico regionale.

Dall’inaugurazione del 21 Ottobre 2007, dopo lunghi lavori di recupero statico e funzionale, ad oggi, cosa è accaduto? E’ veramente un problema statico di fragilità del terreno, soggetto a crolli, o l’interesse verso il sito è miseramente scemato, tanto da inibirlo ai tanti visitatori delusi, che sostano impotenti davanti ai cancelli chiusi?

E allora, fa bene la comunità di Venosa a far sentire la propria voce, a pretendere chiarimenti ed azioni immediate per sbloccare la situazione, anche perché ritengo che sia giusto consentire, possibilmente ‘in questa vita’, ai tanti turisti che risentono del richiamo del famoso ‘pathos’, di esaudire il loro desiderio. Per questo motivo la raccolta firme promossa dalle Associazioni di Venosa, per l’immediata apertura delle catacombe ebraiche, è stata condivisa, da me, appieno dando il pieno sostegno anche con il supporto di azioni ispettive per sollevare la questione in Consiglio Regionale al fine di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono la riapertura”.

 

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