Morte autotrasportatore a Lauria, disposte misure cautelari per due siciliani

A conclusione delle indagini dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e condotte dalla sezione Criminalità organizzata della Squadra Mobile, due uomini residenti in Sicilia, entrambi a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), sono stati colpiti da misura di custodia catutelare in carcere. L’accusa è di omicidio volontario e detenzione e porto di arma da fuoco aggravati dal metodo mafioso. Le misure sono state emesse dal Tribunale del Riesame (confermate in Cassazione).
I fatti contestati risalgono al 1999, quando uno dei due imputati, Giovanni Rao, in qualità di capo del sodalizio criminale denominato “famiglia barcellonese” ordinò a Basilio Condipodero (in concorso con Stefano Genovese, 45 anni, già condannato in corte d’assise d’Appello di Potenza e tuttora detenuto) l’uccisione di Martino Carmelo Rizzo, 28enne commerciante e autotrasportatore. Rizzo perse la vita il 4 maggio 1999 all’interno del suo camion su una piazzola di sosta a Lauria, lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria a Lauria.

 

La vittima, fu punita in quanto,  secondo i mandanti, responsabile del furto di un escavatore di una ditta sottoposta a “protezione” del sodalizio mafioso (a cui pagava tangenti a titolo di estorsione).

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