Movimento Cinque Stelle: “Nel programma, il Sud c’è, fatevene una ragione”

Come era prevedibile in queste ore è partita la campagna denigratoria da parte dei Partiti e della Stampa asservita.

Il ritornello è: “nel Programma di governo non c’è il Sud”.

Ebbene se:

–         dedicare un paragrafo alla situazione dell’ILVA di Taranto per intervenire in modo forte per riconvertire lo stabilimento a nuove tecnologie in modo da poter mantenere al massimo i livelli occupazionali ed allo stesso tempo tutelando seriamente l’ambiente e la salute di quelle popolazioni;

–         sostenere con forza che il raggiungimento di una “Green economy” è uno degli obbiettivi primari del prossimo governo, accelerando per il graduale abbandono delle fonti fossili verso la diffusione di quelle rinnovabili spostandovi anche gli investimenti;

–         puntare in modo convinto su una delle maggiori attrattive del nostro paese, ovvero il turismo, voce importante del bilancio nazionale con numeri notevoli in termini di PIL e posti di lavoro, che, anche attraverso la reintroduzione del Ministero del Turismo potrà dare nuovo slancio al settore;

–         occuparsi finalmente di una seria e severa lotta alla mafia ed alle altre associazioni malavitose, che in alcuni territori si sono sostituiti allo Stato, passando doverosamente attraverso una radicale riforma della giustizia, dei processi e della organizzazione complessiva comprese le forze dell’ordine;

–         essere consapevoli che un settore come quello dell’agricoltura italiana e delle sue produzioni di eccellenza, debbano essere rivalutate e in qualche modo protette per poter continuare ad essere esportate in tutto il mondo sfruttando a pieno il marchio “Made in Italy”.

Questi sono solo alcuni punti del Contratto di Governo tra il Movimento e la Lega, che nella giornata di ieri è stato votato favorevolmente dal 94% degli iscritti del Movimento che vi hanno partecipato.

Se per i vecchi partiti e gran parte della stampa “nel Programma il Sud non c’è”, ci spieghino una volta per tutte, come hanno fatto in tutti questi anni di applicazione dei “loro” programmi, a ridurre il Sud nelle condizioni in cui oggi si trova e che tutti conosciamo.

La verità, secondo me, è che il 4 marzo 2018 ha segnato un forte punto di rottura tra le popolazioni del Sud e la vecchia classe dirigente che è stata bocciata in blocco.

Il Sud ha finalmente alzato la testa, ha detto in modo forte e chiaro basta, ed ha scommesso sul cambiamento, dando milioni di consensi al Movimento 5 stelle, tracciando così, una linea netta tra il passato ed il futuro.

A questi signori “del passato” non resterà che continuare ad attaccarsi a degli slogan, (ma ancora per poco), per avere qualche attimo di visibilità sui media  compiacenti.

Nel programma “il Sud c’è” fatevene una ragione.  

Il Portavoce del Movimento 5 Stelle

Dep. Luciano Cillis

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