Nasce la nuova Arpab: la giunta vara un Ddl di riforma

Innalzare l’efficienza e l’efficacia, definire obiettivi di qualità dei servizi e delle prestazioni ambientali, rafforzare e rendere espliciti i rapporti e le modalità di interrelazione con i soggetti istituzionali, definire un chiaro modello di programmazione strategica e operativa delle attività, incrementare la capacità di autofinanziamento e orientare e focalizzare il personale sulle attività di “core business” dell’Agenzia. Sono queste le finalità che si pone il Disegno di Legge di riforma dell’Arpab varato dalla giunta Regionale su proposta dell’assessore Agatino Mancusi. La proposta di legge si compone di 40 articoli che ridisegnano il ruolo dell’agenzia, sia adeguandolo alle mutate esigenze, sia definendone in modo più preciso il ruolo, che non si esaurisce nelle funzioni di controllo tout court, ma in attività ispettivo-sanzionatorie, attuative del principio del «command and control».

La “nuova” Arpab viene dichiarata inequivocabilmente ente strumentale della Regione Basilicata, ha un quadro chiaro di attività istituzionali obbligatorie da svolgere e dei relativi beneficiari. In particolare, tra le attività obbligatorie dell’Agenzia, vengono poste quelle di controllo ambientale, supporto tecnico-scientifico, elaborazione dati, informazione e conoscenza ambientale, e tutela della salute. Attività queste, si legge all’articolo 4 del Ddl, “sono svolte da ARPAB a favore della Regione, degli enti sub regionali, delle Province, dei Comuni e degli Enti parco regionali nell’interesse della collettivi”. Nei confronti di questi soggetti, l’Arpab effettuerà attività a titolo gratuito, ma potrà prestare la propria opera anche in favore di altri soggetti, in questo caso, però a titolo oneroso.

L’Arpab dovrà svolgere i propri compiti “secondo i più elevati standard di qualità e di affidabilità, orientando i processi interni e servizi all’obiettivo della soddisfazione della committenza istituzionale e alle istanze della collettività e dei portatori di interesse ambientale”. In particolare è previsto l’obbligo di accreditamento dei propri laboratori, della certificazione delle sue reti di misura e si sancisce l’obiettivo della customer satisfaction del committente istituzionale e dei portatori di interesse ambientale. Il Ddl, inoltre ridisegna anche il modello di governo e di gestione dell’Arpab. Il ruolo di programmazione e controllo toccherà a una Conferenza Permanente composta dal Presidente della Regione, gli assessori all’Ambiente e la Salute, i Presidenti delle Province, due Consiglieri regionali delegati dal Consiglio e cinque sindaci delegati dalla Conferenza permanente delle Autonomie. Questo organismo potrà avvalersi del supporto di un Comitato Tecnico Scientifico a cui parteciperanno i dirigenti generali dei dipartimenti regionali Ambiente, Salute, Agricoltura e Infrastrutture, un tecnico per ciascuna provincia, i responsabili dei dipartimenti prevenzione delle Usl, due docenti universitari delegati dall’Unibas e due rappresentanti di enti di ricerca con specifiche competenze ambientali operanti in regione. Il Comitato sarà un organo tecnico a supporto della Conferenza permanente, funzionando anche da “unità di crisi”.

Quanto alla gestione, il Ddl introduce l’obbligo di dotarsi di una Carta dei Servizi (che definisce l’insieme delle attività istituzionali obbligatorie che l’ARPAB deve fornire), la previsione di un Piano Triennale (una pianificazione strategica che sulla base dei contesti ambientali e dell’evoluzione normativa e tecnologica), un Piano Annuale (più strettamente operativo relativo alle attività da mettere in campo) e codifica un “Rapporto ambientale mensile”, ovvero l’insieme delle misure e dei controlli ambientali che deve essere trasmesso al Dipartimento Ambiente della Regione. Novità, infine, anche sotto l’aspetto finanziario, pur se il nuovo Ddl non prevede oneri maggiori rispetto alla norma che si propone di sostituire. Accanto al fondo ordinario di finanziamento delle attività viene previsto un fondo rotativo con funzione di sponda per finanziamenti esterni su progetti europei, nazionali, a cui l’Arpab vorrà candidarsi, per stimolare e incentivare la sua capacità di autofinanziamento e aumentarne contestualmente la partecipazione alle reti di competenza nazionali e internazionali.

“Avviamo così a conclusione un lavoro di riforma partito da tempo – ha spiegato l’assessore Mancusi – che sebbene nato per far fronte alle mutate esigenze e al diverso quadro normativo del sistema delle agenzie, avrà anche un ruolo strategico nel risolvere criticità quali quelle che si sono presentate di recente. La Nuova Arpab che abbiamo disegnato è snella e affidabile, si muove in un quadro di certezze e chiarezza e può, in modo efficace, rispondere alle mutate esigenze di garanzia e ai peculiari bisogni del territorio della Basilicata”.

 

 

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