Oggi all’Unibas la conferenza sui geositi

I geositi possono diventare un attrattore turistico: lo hanno detto tutti i relatori della conferenza tenutasi questa mattina all’Università degli Studi della Basilicata, nelle aule del dipartimento di Scienze. Sono stati presentati gli atti della Settimana divulgativa EconGeo, la cui prefazione è stata scritta con il contributo dell’assessore all’Ambiente Aldo Berlinguer, presente stamattina all’incontro. Presenti anche il consigliere regionale Vincenzo Robortella, l’assessore addetta ai Rapporti con l’Università del Comune di Potenza Annalisa Percoco, il rettore Aurelia Sole, i professori Mario Bentivenga (curatore degli atti) e Giacomo Prosser, il vicepresidente di Geobas Michele Tricarico, il presidente di Geobas Italia Salvatore Lucente.
L’iniziativa nasce nel segno della passione per la materia che lega gli studenti dell’associazione Geobas, organizzatrice dell’iniziativa, al contesto universitario.
Il geosito è un bene naturale, legato alla geologia del territorio, e che rappresenta un pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. La Basilicata ne abbonda, e molti di questi presentano unicità di notevole interesse per gli studiosi ma anche per il comune visitatore. Un elenco di questi beni, per chi volesse rendersi conto su cosa può contare la Basilicata, è rintracciabile sul sito internet dell’Ispra (www.ispra.it).
Gli interventi hanno messo in evidenza la valenza economica e occupazionale della varietà di geositi presenti in regione. Il rettore dell’Unibas Aurelia Sole ha ipotizzato l’istituzione di un Master interdisciplinare che inquadri la materia da tutti i punti di vista (ambientale, paesaggistico, dello sviluppo economico).
Il consigliere regionale Vincenzo Robortella – che ha cofirmato con l’assessore Berlinguer la prefazione agli atti – ha ricordato che è in itinere una proposta di legge regionale per la creazione del Catasto dei Geositi e del Catasto Speleologico.
Berlinguer ha tratto le conclusioni della mattinata: forte condivisione d’intenti fra Regione e Università e sviluppo di progetti condivisi.
“La contemplazione scientifica dei geositi – ha detto l’assessore – non basta più. Dobbiamo saper sviluppare percorsi formativi e imprenditoriali, creando anche strutture e servizi per un turismo ecologico e di qualità. Significa puntare su un nuovo modello di sviluppo e garantire un futuro ai giovani lucani. Le ricchezze naturalistiche ci sono – ha concluso – creiamo adesso un’economia ambientale che faccia fiorire competenze professionali e di impresa”.

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