Prefettura di Bari: incontro sulla scuola, al quale ha partecipato una delegazione di “Priorità alla scuola” e del “Comitato per il diritto alla salute e all’istruzione”

Ripristino della scuola in presenza anche in Puglia come in tutta Italia. Richiesta di monitoraggio sugli interventi da implementare per una scuola in presenza e continuità per l’anno scolastico 2021/22.

Le scriviamo in qualità di aderenti al movimento che raccoglie varie realtà e comitati attivi sul territorio pugliese, composti da genitori, insegnanti, studenti e cittadini attivi in campo sociale. Nati in pieno lockdown chiedevamo un anno fa che la Didattica a Distanza (DaD) fosse utilizzata solo per brevi periodi, in stato di assoluta emergenza e, soprattutto, che si iniziasse immediatamente ad intervenire per un rientro a scuola in presenza garantendo la massima sicurezza possibile.

Siamo largamente consapevoli della situazione epidemiologica, delle difficoltà del sistema sanitario regionale, purtroppo per molti anni depotenziato, non rafforzato in questi ultimi mesi attraverso interventi di medicina di prossimità, di prevenzione e cura. Abbiamo più volte denunciato quanto le innegabili difficoltà dello stesso sistema sanitario regionale siano state più volte scaricate sulla scuola, di sovente additata dalle massime figure istituzionali della Regione – in misura strumentale – come luogo per eccellenza dei contagi.

Oggi abbiamo voluta incontrarLa affinché voglia sostenerci nel ripristino della coesione di tutta la Comunità scolastica messa in discussione fortemente con l’ennesima ordinanza del Presidente della Regione Puglia (n. 121 del 2021), attraverso l’inserimento della “scelta”, che non esitiamo a definire scuola “à la carte”, uno strumento che provoca sfaldamento istituzionale, mina il patto sociale e qualsiasi idea e fondamento di scuola pubblica come riconosciuta dall’art 34 della Costituzione italiana.

Reputiamo ingiusto che si riversi sulla comunità scolastica ed in particolare sugli e sulle adolescenti il carico di un’emergenza che ormai anche il Ministero e tutto il Governo ha deciso di affrontare in maniera differente permettendo il rientro dal 70% fino al 100% con il Decreto Legge del 24 aprile scorso.

Le chiediamo cortesemente di farsi portavoce verso il Governo nazionale, da Lei rappresentato localmente, al fine di informare la Presidenza del Consiglio e tutto il Consiglio dei Ministri l’esigenza di intervenire sull’Ordinanza regionale nr. 121/2021 attraverso l’impugnazione della stessa. L’obiettivo è quello di ripristinare il diritto allo studio e all’istruzione anche in Puglia così come nel resto dell’Italia.

Dietro l’apparente carattere “democratico” del suddetto provvedimento si celano – ad uno sguardo più profondo – non pochi aspetti e conseguenze nefaste sul piano pedagogico e didattico. In via preliminare va rimarcato come esso trasmetta un’idea di scuola “on demand” che non tiene conto dei vincoli educativi e del perimetro nel quale debba svolgersi l’attività didattica; l’affidamento della scelta al “telecomando” in mano alle famiglie, in spregio ai più elementari principi di tenuta sociale della scuola, non tiene conto del fatto che essa rappresenta non solo trasmissione di saperi ma prima di ogni altra cosa luogo fisico e comunitario (con tutti i suoi umanissimi e giusti limiti) nel quale agiscono, dialogano, si confrontano docenti e discenti. Tale strumento ignora la nota centralità del gruppo-classe nella pratica didattica della scuola italiana (a differenza di quella anglosassone): frammentando il gruppo, l’efficacia dell’azione educativo-didattica viene inevitabilmente intaccata.

Allo stesso modo l’empiria della stessa esperienza ci ha consentito di raccogliere numerose segnalazioni relative a studenti minori – spesso in età dell’obbligo – le cui famiglie, non senza una legittimità garantita dal sopra richiamato dispositivo regionale, decidevano di adottare la Didattica a Distanza.

D’altra parte, converrà pure richiamare l’attenzione sulla vistosa incongruenza tra l’eccessiva prudenza in materia scolastica che qualifica innegabilmente la decisione ratificata dal Governatore pugliese e l’accelerazione verso le riaperture di tutte le attività di cui condividiamo il sollievo generale.

Riveste inoltre primario interesse la questione legata alle notevoli e perniciose mancanze (ormai da 14 mesi a questa parte), riguardanti il rafforzamento del trasporto pubblico, l’ampliamento degli spazi scolastici e l’intervento sulla stessa edilizia scolastica, l’attivazione di contromisure efficaci a carattere sanitario nelle scuole, fra cui, a titolo esemplificativo gli screening periodici e la dotazione per le aule di efficaci sistemi di areazione.

In altri termini ci preme porre in evidenza come l’apparente “democraticità” e “costituzionalità” della “libera scelta” introdotta dal Presidente della Regione Puglia costituisca semmai l’esito di un processo finalizzato a eludere i nodi reali che riguardano l’organizzazione e la gestione del reticolo di temi legati alla scuola, deponendo il carico degli stessi sulle famiglie pugliesi, le quali da circa un anno sono inermi e attonite di fronte al bivio strumentalmente posto tra salute e istruzione, lo stesso bivio che in altre Regioni è stato affrontato in modo solerte e adeguato.

 

Le chiediamo quindi di adoperarsi affinché:

  • il governo nazionale intervenga in maniera netta al fine di impedire ulteriori deroghe regionali in materia di istruzione e didattica, sussistendo la competenza esclusiva dello Stato. Tanto più che un intero anno scolastico in tali condizioni ha creato evidenti disuguaglianze tra studenti residenti in diverse regioni;
  • si dia seguito con provvedimenti concreti ed urgenti al recupero dei danni conseguenti un anno di assenza da scuola;
  • il governo regionale si adoperi per garantire l’effettivo rafforzamento dei trasporti pubblici, intervenga con investimenti congrui nell’ambito scolastico rispetto alle spettanti competenze: piano per il rafforzamento dell’edilizia scolastica, piano per il rafforzamento del personale scolastico, piano per l’introduzione di ambulatori o presidi sanitari e di educazione socio-sanitarie negli istituti scolastici.

 

Priorità alla scuola – Puglia

Comitato per il diritto alla salute e all’istruzione

Comitato genitori speciali

Cobas 

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