Olio in Puglia, stagione da dimenticare in fretta

Una doppia emergenza da fronteggiare per gli ulivi del Salento: l’allarme siccità e la diffusione del contagio da Xylella, un pericolo che resta reale e minaccia costantemente le piante millenarie nel brindisino. Gli olivicoltori sono già proiettati verso la prossima stagione, dopo l’annata 2016 da cancellare in fretta. I buoni propositi per lasciarsi alle spalle l’ultima nefasta campagna olearia c’erano tutti, dopo le temperature primaverili che avevano favorito un’ottima fioritura, ma il caldo torrido delle ultime settimane è un fattore che rischia di influire sulla prossima produzione.
Obiettivo è preservare la qualità. “Dopo la campagna 2016-2017, la peggiore degli ultimi 10 anni, l’olivicoltore aveva qualche speranza in più nella produzione per il 2017-18: gli olivi si sono presentati in primavera con un’ottima fioritura che facilitata dalle fresche temperature di maggio e dai venti provenienti da nord si è convertito in una buona mignolatura soprattutto per gli olivi secolari millenari di varietà oliarola. – ha detto Michele Martucci, giovane imprenditore ai vertici di Assitol (Associazione Italiana dell’Industria Olearia) – I problemi sono iniziati a giugno e luglio dove il caldo e l’inesistenza di precipitazioni hanno mandato in stress idrico le piante determinando cascola e aborto di prodotto. La mancanza di pioggia continua, e non si prevedono precipitazioni diffuse. Se da un lato questo riduce l’attacco da parte della mosca garantendo una buona qualità sulle olive lasciandole sane dall’altro l’indurimento del nocciolo, l’ingrossamento della drupe e l’inolizione senza acqua non vengono in alcun modo facilitato”.

 

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