Opere pubbliche a Matera, nulla è cambiato

Il turista che torna a Matera dopo anni, forse nella speranza di visitare la cattedrale di Matera, oppure quella meravigliosa opera d’arte che è la piazzetta antistante la chiesa Sant’Agostino o, ancora, i suggestivi vicoli dei Sassi, che ha trovato tappati anni fa perché cantieri; o meglio ancora: pensa di trovare via Casalnuovo pulita, illuminata a dovere e con il parcheggio funzionante; dovrà moderare la sua delusione. Diamo assicurazione a costoro che nulla è cambiato, sono tuttora cantieri abbandonati. Se le loro visite sono ispirate alla speranza di vedere il completamento delle opere pubbliche importanti per la nostra città, informiamoli e rimandiamo le visite turistiche a data da destinarsi. In questa città, qualcuno lo deve spiegare, i lavori non sono mai semplici, iniziano e finiscono nel succedersi delle generazioni. Un esempio su tutti è via Lucana, ingresso boschetto; un piccolo cantiere per un’opera quasi insignificante, una struttura semplice, eppure giace in bella mostra da due anni, senza alcuna previsione di termine. Nessuno rileva la riduzione di carreggiata, pochi si accorgono che quel luogo è il quadro dei ‘cantieri eterni’: una scuola materna, il finanziato e mai realizzato parcheggio di via Gramsci e l’ex convento di Santa Lucia. E’ evidente lo stallo nel completamento delle opere pubbliche i tanti cantieri aperti, sono a porte chiuse, sembrano non avere una fine, anzi a visitarli si stimano abbandonati. La commissione lavori pubblici, in questo mese, ha voluto vedere lo stato di un cantiere dei Sassi: inquietante. Lavori iniziati da oltre quindici anni e con finanziamenti già avviati, (9 milioni di euro), si attendono ultimati, non si sa per quali generazioni, alloggi di edilizia sociale nei Sassi. Il cantiere si presenta in uno stato di completo abbandono, erbacce e ammassi di monnezza, quel poco che è ultimato necessita di ulteriore manutenzione a causa dell’abbandono. Inutile cercare responsabilità su tali sperperi di denaro, tutti hanno le loro ragioni, forse il vero unico responsabile è l’incapacità di fuggiaschi amministratori. L’impresa esecutrice dei lavori, più volte negli anni ha sospeso l’attività, contenziosi e mancati pagamenti le cause. Solo nella primavera di quest’anno sono stati ripresi, ma non si andrà tanto lontano: da anni manca una perizia geologica mai effettuata, mentre da agosto il comune non paga gli stati di avanzamento e si sa bene che le imprese non possono anticipare stipendi e materiali. A vedere lo scempio strutturale, l’ampiezza del cantiere e la cadente condizione nella quale tutte le strutture si trovano, sono certo che non dobbiamo porci il dilemma se avviare o meno l’edilizia popolare nei Sassi, è sicuro che i lavori non avranno mai fine. Le cose non vanno meglio fuori del centro storico, non c’è cantiere pubblico che segua un percorso rettilineo, che non adombri problemi. La vetta della classifica va certamente all’area camper di Serra Rifusa, apice della incapacità risolutiva e burocratica. Ad oltre un anno di distanza dalla frana nulla è immutato, anzi i lavori di consolidamento dell’area stanno procedendo tra mille difficoltà ed intanto c’è chi si chiede se dovevano essere quelle le strutture per la messa in sicurezza dell’area; se quei lavori sono idonei e rispondono al progetto esecutivo e, come al solito, si avviano contenziosi che certamente non fermeranno la frana della collina. E’ opportuno che questa amministrazione incominci con impegno a dare vera esecuzione ai lavori pubblici, a porre le basi affinchè le opere pubbliche importanti per la città vengano immediatamente avviate e seguano un crono-programma adeguato per la loro ultimazione. Assessori e dirigenti da tempo hanno annunciato programmi e progetti che al momento sono rimasti solo nelle parole, nulla di concreto si è visto, se non la dilagante crisi del settore edilizio con 5.000 addetti rimasti senza lavoro. Produrrò interrogazione consiliare per conoscere dettagliatamente lo stato dei lavori nei cantieri pubblici.

Adriano Pedicini Consigliere PDL Matera

 

 

 

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