Peacelink torna all’attacco sul fronte delle cozze di Taranto

Peacelink attacca sul fronte delle cozze tarantine, chiedendo chiarimenti alla Asl sulle analisi condotte sul prodotto in commercio e chiamando in causa Michele Conversano, il direttore del dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale.
La prima denuncia fu fatta dagli ambientalisti Fabio Matacchiera e Alessandro Marescotti, che innescò una catena di controlli poi sfociata nel divieto di allevamento in una parte di mar Piccolo. A distanza di sei anni Peacelink torna all’attacco, con una nota firmata da Luciano Manna.
La presa di posizione fa seguito alla richiesta ufficiale con la quale l’associazione ha chiesto proprio al Dipartimento di prevenzione della Asl i risultati delle analisi effettuate sui mitili. A quella istanza, infatti, il dipartimento ha risposto chiedendo il nulla osta al responsabile della struttura burocratica legale al fine di consegnare quanto richiesto. Una replica che ha innescato qualche sospetto. Certamente, ma questo sta nelle cose, alimentato da informazioni ufficiose giunte agli ambientalisti. Fatto sta che da Peacelink si è partiti all’attacco.
“C’è bisogno di queste trafile burocratiche per conoscere i dati o questi dovrebbero essere pubblici ed accessibili al pubblico?. – chiedono gli ambientalisti – L’Asl avverte la popolazione dei rischi sanitari derivanti dal consumo di frutti di mare del tutto privi di qualsiasi forma di tutela. A seguito delle note vicende che hanno interessato il comparto della mitilicoltura tarantina negli ultimi anni, la Regione Puglia, il Comune di Taranto e la stessa Asl hanno messo in atto una serie di attività dedicate alla regolarizzazione degli impianti insistenti nel mar Piccolo e mar Grande, alla sorveglianza delle zone di produzione ed al controllo della vendita dei mitili sull’intero territorio al fine di tutelare la salute pubblica”.
Il sito web scandagliato da Peacelink consegna informazioni sul tema tutte piuttosto datate. “Con questi tempi di pubblicazione, facendo una stima – spiegano gli ambientalisti – i risultati delle analisi effettuate nel 2017 si potranno leggere nel 2024. Quindi ci chiediamo perché i risultati delle analisi effettuate dalla Asl negli ultimi anni non sono disponibili al pubblico che ne vuole prendere visione”.

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