Per un modello lucano di politica culturale tra ricerca e produzione

Creare un modello lucano che produca cultura e crei economia, è possibile. Occorre però abbandonare quell’abito mentale per cui è più facile far analisi su quel che è stato che essere propositivi. Una consuetudine, questa, che non è mai appartenuta al Circolo La Scaletta, una delle istituzioni culturali più longeve della Basilicata e che sin dal 1959, anno della sua costituzione, ha riconosciuto nel suo statuto anche questa mission: ricerche, studi, progetti ed attività di valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. Ed è su questa base che La Scaletta e l’assessore alle Attività e servizi culturali della Basilicata Rosa Mastrosimone promuovono – lunedì 27 giugno, alle 18.30, nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi a Matera – un incontro pubblico sul tema: “Produrre cultura per creare sviluppo – Per un modello lucano di politica culturale tra ricerca e produzione”.

All’incontro hanno aderito, quali relatori: l’assessore Mastrosimone e Paride Leporace, direttore de Il Quotidiano della Basilicata il giornale che da mesi ospita sulle sue colonne un nutrito dibattito su cosa sia oggi la cultura in Basilicata e su quali direttive debba svilupparsi.

Il Circolo La Scaletta sarà rappresentato dal suo socio fondatore nonché presidente della Fondazione Zétema di Matera, Raffaello de Ruggieri. Interverrà per un breve saluto il presidente del Circolo Franco Palumbo.

“Ritengo – afferma Raffaello de Ruggieri – dopo cinquant’anni di concreto lavoro, di poter trasferire in una provocazione propositiva la lunga militanza maturata nelle trincee culturali della mia terra lucana.

Sarà questo il binario su cui correrà la proposta, partendo dalla individuazione del ruolo che la Basilicata potrà svolgere non solo all’interno del Mezzogiorno d’Italia. Un ruolo e un modello che non potranno derivare dalla passiva emulazione di altre esperienze, ma che devono costruirsi nel rispetto delle emergenze e dei valori culturali del nostro territorio e della nostra società. Archeologia, antropologia, ambiente, restauro, sono a mio avviso – prosegue de Ruggieri – gli epicentri distintivi di ben delineati poli competitivi. Intorno a queste quattro opzioni, con la stabilizzazione di centri di studio e di ricerca, dovrà essere mobilitata l’intera Università della Basilicata, che troverà occasione di irrobustirsi e di riproporre il suo autorevole protagonismo scientifico a livello nazionale ed internazionale.

Non quindi festival della cultura, generici e occasionali, ma fecondi incubatori stabili di studio e di ricerca innestati fisiologicamente sui valori del nostro territorio.

Ma una regione che vuole crescere culturalmente non può essere il luogo della mera erogazione e del consumo. Bisogna recuperare il ruolo di una cultura che non si compra e che non si consuma, ma che si produce, si scambia, si diffonde e che si alimenta del territorio”.

L’incontro di lunedì a Palazzo Lanfranchi, sarà anche l’occasione per rilanciare “una nuova fase legislativa che, come statuito nel testo unico dei beni culturali, assicuri e sostenga questo strategico settore – conclude de Ruggieri, che propone – distinte leggi di settore: una sui beni culturali, una sull’associazionismo e sulla promozione culturale, una sullo spettacolo, una sul cinema. Sono proposte di legge che sono già state in massima parte redatte e sono pronte per la loro verifica democratica e istituzionale e che trovano nell’istituto dell’accreditamento regionale e nel rispetto degli standard i filtri necessari ed oggettivi della stabilità e della qualità delle produzioni e dei servizi”.

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