Previste 800 assunzioni nella sanità pugliese

La Giunta regionale pugliese ha approvato la delibera che dà il via libera alle assunzioni nel sistema sanitario, consentendo alle Asl di coprire 800 posti da attingere dalle liste di mobilità o, nel caso non bastassero alla copertura, da concorso. “Possono così partire le prime 800 assunzioni tra medici e infermieri. – ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola – Abbiamo scelto con lo sguardo rivolto alle necessità degli ammalati, lì dove c’è carenza organico”.

“Stiamo ripopolando le corsie”, è il commento di Elena Gentile, assessore regionale alla Sanità, Le assunzioni sono previste in tutte le Asl pugliesi, tranne che nella Bat. L’assessore ha spiegato che si farà il possibile per accelerare i tempi, e far sì che medici e infermieri coprano quei posti vuoti lasciati dal blocco del turn over: sono già state avviate le procedure concorsuali e presto si procederà alle assunzioni. Inoltre, Gentile ha promesso altre mille assunzioni nel 2015, se il sistema dovesse tenere, per ripopolare ospedali e medicina territoriale”.

Ma la delibera di giunta ha scatenato anche una serie di polemiche, e non solo da parte delle opposizioni. “Su 703 unità che saranno assunte dalle aziende sanitarie pugliesi, all’Asl di Lecce ne sono state assegnate appena 29, cioè il 4% del totale, su una popolazione che rappresenta un quinto di quella complessiva della Puglia. Una disparità di trattamento ingiustificata che ancora una volta mette in rilievo la scarsa incisività che hanno i rappresentanti salentini in seno al governo regionale”, è l’attacco di Salvatore Negro, capogruppo Udc, che rincara la dose e critica la scarsa rappresentanza del territorio salentino nella giunta Vendola: “È evidente la scarsa incisività che hanno i rappresentanti della provincia di Lecce nella maggioranza di governo, soprattutto dopo l’ultimo rimpasto voluto dal presidente Vendola, che ha ridotto gli assessori regionali salentini e tolta la carica di vicepresidente al Salento e al partito di maggioranza relativa, concentrando tutto nella terra di Bari. Non possiamo più tollerare questo trattamento, perciò chiediamo a tutti i colleghi della provincia di Lecce di fare quadrato e tutelare al meglio gli interessi del nostro territorio”.

In serata, anche Sergio Blasi ha avuto da ridire ed ha attaccato la delibera della giunta regionale: “Si tratta di una delibera iniqua, che non rispetta il bisogno di salute dei territori. Il Salento in particolare esce penalizzato in maniera quasi punitiva. Un territorio nel quale più forti sono le conseguenze dell’inquinamento dell’industria pesante e che rappresenta la seconda provincia per numero di abitanti di tutta la Puglia, nella quale l’offerta di sanità è uscita già profondamente ridimensionata dal piano di riordino ospedaliero e che soffre di evidenti carenze di organico nel personale dell’assistenza sanitaria può considerarsi insultato da un provvedimento di questo genere. Non è questa la risposta che la politica regionale deve dare al territorio salentino”. L’ex segretario regionale ha chiamato all’appello il presidente Vendola, esigendo “spiegazioni inappellabili”. La staffilata finale è per Loredana Capone: “All’assessore Capone, la cui assenza dalla giunta di oggi pesa come una grave responsabilità, dico che il Salento va rappresentato fattivamente e non solo nominalmente nel governo regionale”.

 

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