Produttività, Falotico alla CGIL: “Non fate saltare il negoziato”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Non è difficile scioperare contro l’austerità, ma il problema è che non porta quattrini nelle tasche dei lavoratori”. È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata Nino Falotico alla vigilia dello sciopero generale di 4 ore di domani. “Piazzare nel bel mezzo della trattativa sulla produttività uno sciopero generale che non toglie e non aggiunge nulla alla discussione è una scelta rispettabile ma purtroppo debole sul piano della proposta politica”.

“Tutti siamo contro la politica di austerità – osserva Falotico – ma essere contro un concetto astratto non basta: occorre essere concreti e se necessario fare gli straordinari ai tavoli negoziali per rimettere in piedi il paese e realizzare nei contenuti il patto sociale europeo. Il negoziato sulla produttività è a buon punto e mi auguro che la Cgil non scelga di farsi dettare la linea dalle sue componenti più radicali infilando nel negoziato questioni che attengono alla sovranità dei sindacati di categoria o, come nel caso della rappresentanza, da accordi interconfederali già vigenti”.

Per il leader della Cisl lucana “sul tavolo della produttività si sentono in giro cose che non stanno né in cielo né in terra, come la storia degli automatismi salariali che non esistono più da un trentennio, e lo stesso intervento a gamba tesa del ministro Fornero nella discussione tra le parti sociali rischia di portare acqua al mulino di chi cerca alibi per far saltare l’intesa. Sarebbe una sconfitta non della Cgil ma di tutto il movimento sindacale italiano che farebbe perdere ai lavoratori 1,6 miliardi di sgravi sul salario di produttività messi sul tavolo dal governo”.

“La Cisl ha scelto sulla produttività, come su altre questioni, una linea di condotta responsabile e riformatrice – mette in chiaro Falotico – sfidando le aziende sul terreno della contrattazione e siamo convinti che un buon accordo nei tempi necessari sia meglio di nessun accordo. Siamo arrivati al dunque e capiremo presto chi lavora per sé e chi lavora per migliorare concretamente le condizioni del lavoratori e la competitività delle imprese”.

 

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