Proiezione al Polo Bibliotecario di Potenza del docufilm: Lucus a Lucendo A proposito di Carlo Levi. Sabato 9 ottobre alle 17:30

Dopo la lunga attesa per l’emergenza sanitaria, sarà presentato anche in Basilicata Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi, il film documentario di Alessandra Lancellotti ed Enrico Masi dedicato a una figura unica del panorama artistico e intellettuale del Novecento.

Presentato e ben accolto dalla critica del 37° Torino Film Festival, il film, che è in concorso al Matera Film Festival, sarà proiettato, sabato 9 ottobre alle 17,30 nella nuova Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza, in occasione di un’apertura straordinaria, dalle 16 alle 20, dell’istituto.

Al termine della proiezione, Igor Uboldi, giornalista TGR Basilicata, dialogherà con i due registi e consentirà ai presenti in sala di rivolgere domande agli stessi autori.

Il film è l’esordio di due professionalità femminili lucane, Alessandra Lancellotti alla regia e produttivo per Rosanna D’Aloisio, ed è una produzione Caucaso (Bologna) con Luce-Cinecittà, in collaborazione con Domus Films (Tursi). È stato realizzato con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, con il fondo etico BCC Basilicata, il supporto della Fondazione Carlo Levi, del Comune di Tursi, del Comune di Aliano e con il Patrocinio della Città di Torino, Città di Matera e Lucana Film Commission.

Sono tante le città dove Carlo Levi vive di una conoscenza e una passione vivissime presso un pubblico di lettori, studiosi e studenti, appassionati, cultori di un autore poliedrico, il ‘medico’ Carlo Levi vissuto, ancora in tempi complessi come questo, come una cura per lo spirito.

La pellicola incontra le diverse traiettorie di vita, di tempo e di espressione artistica di uno degli intellettuali più influenti del Novecento europeo. Carlo Levi, un uomo che ha che contribuito alla complessa storia d’Italia tra il fascismo e il dopoguerra. Scrittore mondialmente noto per il capolavoro  Cristo si è fermato a Eboli (da cui anche la

trasposizione filmica di Francesco Rosi del 1979) è stato il propulsore di un lascito etico e politico lucido, ispirante, sorprendentemente attuale.

Scrittore, pittore, medico, uomo politico per passione condannato al confino per antifascismo, antropologo e poeta per vocazione. Il film interroga queste diverse tensioni, e un florilegio di temi leviani per niente superati, e urgenti: il significato della libertà, l’idolatria del potere, le retoriche della propaganda. E la stupenda scoperta dell’altro, la sua antropologia nel Mezzogiorno dei poveri, dei contadini, delle classi subalterne. Che significò per lui e per la nostra cultura una straordinaria scoperta di sé. Un fuoco di pensiero critico e di umanità.

Non un documentario biografico, ma un viaggio alla scoperta delle realtà attuali descritte da Levi nel suo percorso, con una voce chiaroveggente e resistente al tempo. Una figura tanto unica da poter incorporare due anime che oggi pare inconcepibile accostare: l’uomo politico, e il poeta.

Protagonista del film è Stefano Levi Della Torre, pittore e nipote dell’intellettuale torinese, che a distanza di due generazioni intraprende una ricerca che lo porta tra la Liguria, il Piemonte, Milano, Firenze, Roma, la Lucania, la Bretagna e Parigi. Un viaggio fisico e interiore nell’universo leviano. Il documentario attraversa gli anni più sensibili del Novecento italiano, stagione che Carlo ha vissuto e raccontato con la propria arte.

Ad accompagnarlo, uno dei più importanti studiosi e intellettuali italiani, Carlo Ginzburg, e Alessandra Lancellotti, regista e personaggio in campo, che incarna un nuovo discepolo, ruolo che Stefano aveva ricoperto con lo zio. Il loro dialogo si intreccia con le immagini di alcuni dei più importanti archivi visivi d’Italia; con i grandi avvenimenti della storia collettiva e con la dimensione intima, familiare e artistica di Carlo Levi.

E corrono le immagini di ieri e di oggi della Lucania, rivelata nel Cristo. Quel territorio di cui Carlo Levi ricordava il passato boschivo con l’espressione lucus a non lucendo (bosco della non luce). Quel paesaggio oscuro conosciuto durante il suo confino.

L’ingresso sarà consentito, esibendo il Green Pass e prenotando allo 0971/394211.

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