Proposta di legge dei consiglieri lucani per modificare le concessioni di acqua

Garantire un controllo maggiore sulle società che operano in Basilicata e ”armonizzare” i proventi della commercializzazione delle acque minerali con quelli di altre regioni italiane e con quanto stabilito dalla Conferenza delle Regioni. E’ quanto previsto nella proposta di legge regionale (pdl) sulla modifica della ‘Disciplina nella ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali’, presentata stamane, a Potenza, dai consiglieri Alessandro Singetta (Api), Gennaro Straziuso, Luca Braia, Pasquale Robortella (Pd) e Giannino Romaniello (Sel).

La proposta di legge è di modifica e integrazione della “Legge regionale 1 marzo 2005, n.21 – Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 2 settembre 1996, n. 43 – Disciplina nella ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali”.

“Le sorgenti di acqua minerale in Basilicata – hanno sottolineato i consiglieri intervenuti – rappresentano una grande risorsa che, però, fino a questo momento è stata fonte di guadagno soltanto delle società intestatarie delle concessioni. La Regione infatti, nonostante debba sostenere elevati costi per effettuare i dovuti controlli sanitari, le misurazioni delle superfici da concedere e le operazioni per lo smaltimento della plastica in cui l’acqua è contenuta, ricava royalties irrisorie che non sono sufficienti neanche a coprire i costi sostenuti per tali oneri”.

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