Prorogato il Fondo di integrazione salariale per i 27 lavoratori del Don Uva

La proroga del Fondo di integrazione salariale per i 27 lavoratori del Don Uva è una decisione grave e inaspettata. Sorprende che, nonostante gli sforzi effettuati nelle ultime ore dall’assessore alla Sanità Rocco Leone e dall’azienda sanitaria nel definire compiutamente la strada tracciata per la risoluzione della vertenza legata alla riclassificazione del setting assistenziale dei 140 pazienti ortofrenici, si proceda alla proroga della FIS. Dopo l’accidentato percorso che ha portato alla riclassificazione di questi pazienti e i cui esiti ci sono stati illustrati nella riunione convocata dall’ASP, su nostra richiesta, ci aspettavamo una revoca degli ammortizzatori sociali attivati.
L’incontro si è infatti concluso con il comune intendimento di reintegrare tutti i lavoratori – compresi quelli con contratto di somministrazione – e di formalizzare gli esiti della riclassificazione con l’assessorato competente, esiti sulla base dei quali l’assessore Leone avrebbe proceduto a dettare le necessarie indicazioni all’azienda sanitaria. Il che è puntualmente avvenuto. Alla luce di tali considerazioni appare davvero pretestuoso che non si sia proceduto alla reintegra degli operatori in attesa di “atti giuridicamente vincolanti” gettando nello sconforto i lavoratori, peraltro individuati in base a un non chiaro criterio, già economicamente provati e ormai disillusi da impegni assunti e non mantenuti.
Sollecitiamo un atto di responsabilità reintegrando con immediatezza tutti i lavoratori e chiedono contestualmente all’Asp di chiudere in via definitiva questa annosa vertenza con gli ulteriori conseguenti atti.

 

Segretari Regionali di Fp Cgil (Scarano) Cisl Fp (Sarli) Uil Fpl (Guglielmi) UGL (De Rosa) FIALS (Costanzo) FSl (Mecca)

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