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Psico-Bio-Genealogia: la malattia come occasione per recuperare a nostra autenticità

Non solo guarire, pressoché da ogni malattia fisica o psicologica, è possibile, ma la notizia è che ne possiamo essere i soli artefici. E’ quanto rivela il libro di Antonio Bertoli Psico-Bio-Genealogia. Le origini della malattia (Macro Edizioni, 2010) giunto alla seconda ristampa e ampiamente conosciuto tra gli addetti ai lavori. Bertoli, che ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell’arte occupandosi di poesia e teatro, è stato ospite ieri al Fortino Sant’Antonio per un incontro organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Noesis in collaborazione con il Comune di Bari. Accompagnatore da oltre 20 anni dell’artista cileno Alejandro Jodorowsky si è poi occupato di psicoanalisi e guarigione divenendo un esperto di Nuova Medicina e coniando un nuovo approccio di studio da lui denominato Psico-Bio-Genealogia. La sintesi della sua “Teoria degli archetipi primari” dichiara che qualsiasi manifestazione individuale – sintomo organico o disagio psicologico – espressa in un malessere, depressione o malattia vera e propria, non è che il risultato del mancato equilibrio tra il maschile e il femminile di un sistema familiare.

“Ogni malattia – ha spiegato Bertoli – ha una propria decodificazione biologica del conflitto che nasce in seno alla famiglia, anche generazioni prima; la decodifica conduce alla soluzione”. Tutti, secondo Bertoli, subiscono fin da bambini proiezioni dai nostri genitori e da loro attuate inconsapevolmente, ma che accettiamo nello sforzo di farci amare. Occorre dunque recuperare un rapporto positivo di amore con loro liberandosi di nevrosi e rabbia, ma soprattutto comprendendo che essi sono figli di altri genitori e così indietro nel tempo.

“Le coppie si scelgono intuitivamente – dice – con il fine di mantenere inalterato il codice di legge del sistema familiare di entrambi, ma fortunatamente queste forze sono bilanciate da quelle che vanno nella direzione dell’evoluzione e accade così che un componente del sistema compia quello scatto che, nel liberare se stesso, restituisce agli altri il proprio destino portando benessere e autenticità nella propria vita”.

Il medico tradizionalista, così come lo psicologo, curano esclusivamente la propria sfera di indagine mentre sarebbe opportuno conoscere – e mettere in relazione – anche quella biografia ereditata o quelle esperienze che entrano nella nostra vita, ma che a livello di coscienza non siamo capaci di gestire e che infine, con ogni probabilità, si trasformeranno in un disturbo. Siamo costruiti dalla nostra specie biologica e dalla nostra famiglia, e “rispondiamo” in base a queste informazioni di fondo che restano per lo più inconsce e che valgono per tutti gli esseri viventi, compresi gli animali.

Tra gli esempi illustrati, quello di un esperimento condotto su topi e criceti esposti alla medesima quantità di fumo da sigarette; i primi hanno sviluppato delle crisi respiratorie, i secondi no. Il motivo è che i criceti, vivendo originariamente nel terreno dove il fumo non si propaga, non hanno nel proprio codice genetico memoria della malattia e dunque non la sviluppano.

Bertoli ha poi fatto una breve dimostrazione del lavoro sugli alberi genealogici invitando una persona del pubblico. Partendo dallo stato attuale di questa (famiglia, occupazione lavorativa, disturbi fisici) ha poi illustrato le connessioni e le assonanze con il suo albero genealogico fino ai bisnonni. La consulenza si è chiusa prescrivendo delle azioni simboliche non troppo dissimili dai più noti atti di psicomagia di Jodorowsky.

Bertoli inizierà un nuovo master biennale a Roma da gennaio 2014 per coloro che volessero approfondire lo studio della materia, ma conduce anche incontri e conferenze in Italia e all’estero.

Per informazioni dettagliate: www.associazionenoesis.org cell. 366.1801213

 

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