Puglia, 236 i progetti ammessi a valutazione. Bandi spettacolo dal vivo e residenze artistiche e attività culturali

Pubblicata la graduatoria degli ammessi a valutazione dei bandi triennali dello Spettacolo dal vivo e le residenze artistiche e delle Attività culturali. Duecentotrentasei i progetti che saranno discussi al tavolo della Commissione e spaziano dal teatro alla danza, alle mostre, alle stagioni concertistiche, ai festival, alle botteghe della musica, ai salotti delle arti, al cinema per i bambini.
“Abbiamo chiesto agli operatori pugliesi uno sforzo in più – ha detto l’assessore regionale all’Industri turistica e culturale Loredana Capone – Li abbiamo sfidati a costruire una programmazione che andasse oltre il qui e ora, che provasse ad avere una visione di medio lungo periodo, costruendo vere e proprie reti territoriali. Abbiamo chiesto loro di provare a raccontare, attraverso le arti, una Puglia diversa. Una Puglia che dell’arte e della cultura ha scelto di fare il suo marchio d’eccellenza. Perché niente più di uno spettacolo teatrale, di una canzone, di un corpo che si muove in uno spazio, riesce ancora a fare comunità, a stupire, a scalfire una coscienza, a far riflettere sui tanti rebus di questa strana contemporaneità. Ecco che, allora, al di là del numero di per sé straordinario il dato dei duecentotrentasei ha un sapore ancora più dolce. Perché esprime coraggio, competenze e una professionalità di altissimo profilo. Perché afferma amore e cura verso il proprio territorio”.
L’obiettivo regionale è costruire una nuova cultura d’impresa, capace di generare occupazione, indotto, ma anche, e soprattutto, rafforzare il legame tra imprese creative, imprese della produzione artistica e attrattori culturali. I Bandi triennali dello Spettacolo dal vivo e le residenze artistiche e delle Attività culturali, per cui la Regione ha messo in campo 18 milioni e 250 mila euro, seguono, infatti, l’avviso sugli attrattori culturali che ha già visto ventuno progetti ammessi a finanziamento, su ventinove candidati, e prevedeva fino a 600 mila euro per piani di gestione di contenitori culturali
Vogliamo mettere in campo tutte le risorse necessarie – ha aggiunto Capone – ma anche puntare su politiche giuste e una visione dello sviluppo che guardi finalmente all’economia della cultura in funzione strategica rispetto a tutti i settori produttivi. La cultura, infatti, come emerge anche dal rapporto “Io sono cultura 2017” della Fondazione Symbola, ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore: per ogni euro prodotto se ne attivano 1,8 in altri settori. Il turismo è il primo beneficiario di questo effetto volano: più di un terzo della spesa turistica nazionale è attivato proprio dalla cultura”.
Una vera e propria riforma quella regionale, dunque, che ha voluto mettere a valore l’eredità del passato introducendo elementi di novità: dalla modernizzazione del sistema di aiuti al settore, al consolidamento delle imprese, alla qualità della progettualità fino alla triennalizzazione delle attività. Una sfida per le imprese ma anche per i Comuni ai quali chiede un salto di qualità nella programmazione per uscire dalla logica dell’estemporaneità e legare la cultura al turismo e allo sviluppo locale.

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