La questione-stadio a Matera ancora da decifrare. E Columella inizia a perdere la pazienza

La pazienza, come noto, ha un limite. E quella di Saverio Columella è arrivata quasi a livello. Il patron del Matera calcio attende ancora la chiamata dal Comune materano per la questione dello stadio ‘XXI Settembre’. Siamo arrivati a venerdì 30 maggio, ma da via Aldo Moro nessuna nuova. L’imprenditore altamurano aveva detto che avrebbe aspettato ancora una settimana, e così è stato. La sua amarezza è tangibile: “Ancora una volta ho avuto ragione. Mi aspettavo per questa mattina la convocazione in Comune per poter parlare della questione dello stadio. Ma nulla. Purtroppo ho trovato tanta indifferenza da parte dell’amministrazione comunale. È da un mese che ho chiesto un incontro per poter parlare di questi problemi. Ho diecimila tifosi da difendere, ed il bacino d’utenza potrebbe arrivare anche a 20mila, se lo stadio venisse rammodernato”.
Parole forti, che fanno tremare nuovamente una volta una piazza che non ha ancora smaltito la gioia per la promozione in Lega Pro. “Mi avevano promesso una convocazione per martedì pomeriggio, dopo il consiglio comunale – ha continuato Columella – ma nessuno si è fatto vivo. Questo me l’avevano rassicurato. Capisco che il sindaco Adduce abbia tanti impegni, e che ora deve risolvere anche la ‘grana’ della giunta comunale, ma 5 minuti ce li può anche dedicare. La politica materana si è fatta trovare impreparata, perché non hanno voluto affrontare il problema; per loro la questione stadio è in secondo piano, e da questo aspetto io fondo il progetto ambizioso per il calcio a Matera”.
Il patron, quindi, non voleva arrivare a questo punto, ma in cuor suo sapeva che alla fine ci si sarebbe ridotti così. “Ora trarrò le mie conclusioni. Lunedì prossimo (2 giugno, ndr) convocherò una conferenza stampa per informare tutti i tifosi della mia decisione. Sono molto deluso per questo atteggiamento”. E da lunedì passerà il futuro del calcio nella città dei Sassi: sarebbe drammatico perdere quella Lega Pro conquistata con sudore, voglia, grinta, per un mero problema che poteva essere risolto, ma che il Comune ha sottovalutato

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