Riaprono lunedì i cancelli della Fca di Melfi

“Lunedì 9 gennaio dopo il ponte dell’Epifania riaprono i cancelli dello stabilimento FCA adì Melfi , si riparte per nuovo anno, con le certezze del traguardo raggiunto, grazie e soprattutto al contributo dei lavoratori lucani, di un milione di autovetture (compreso i veicoli commerciali) prodotte nel 2016 dagli stabilimenti Fca, al quale Melfi con oltre 350.000 unità, di cui il 64% composto da Jeep Renegade e il 36% da Fiat 500X, ha dato il suo considerevole contributo, è motivo di speranza ma anche di preoccupazione per il futuro della fabbrica di Melfi”. E’ il commento del segretario regionale della Uilm di Basilicata Marco Lomio.
“Da una parte – aggiunge –  le nuove produzioni dello stabilimento lucano mantengono le ottime performance produttive contribuendo a raggiungere il livello di produzione nel nostro Paese fermo dal 2008 (in 4 anni i volumi son cresciuti del 70%), dall’altra – aggiunge Lomio – la Fiat Punto, con le 64.000 vetture prodotte, registra un calo rispetto l’anno precedente di circa 26.000 unità pari a – 28%. Ed è il caso di ricordare che dal 23 gennaio al 10 febbraio i lavoratori impegnati nella produzione della “Grande Punto saranno nuovamente collocati in cassa integrazione ordinaria.
Successo e preoccupazione rafforzano la sollecitazione di Uilm e Uil perché lo stabilimento di Melfi della Fca diventi nel nuovo anno a marchio Jeep e non solo per assicurare l’occupazione a quanti lavorano sulla linea Punto quanto piuttosto per estendere l’occupazione complessiva.
A creare altre apprensioni – dice il segretario della Uilm – ci sono poi risvolti internazionali: la Fca, negli Usa, è molto sbilanciata sui grossi veicoli, che consumano di più e hanno emissioni maggiori, e sta ora riprogrammando la propria strategia, pensando anche a vetture ibride (la Chrysler Pacifica) ed elettriche (oltre a Fiat 500), già sul mercato, in particolare in California, la stessa Pacifica, che sarà presentata questo mese al Ces di Las Vegas Come ci sono pressioni lobbistiche sul nuovo Presidente Trump per ridurre la produzione di Fca fuori dagli Usa. Per tutto questo – conclude Lomio – la vigilanza e l’attenzione del sindacato sono raddoppiate”.

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