Riforma Governance Agricola, De Filippo presenta ipotesi a maggioranza

Un sistema agricolo lucano fortemente in evoluzione e condizioni di finanza pubblica, con i ben noti tagli dei trasferimenti che porteranno alla Basilicata circa 10 milioni in meno da investire nel settore. E’ il contesto in cui si inserisce la riflessione sulla riforma della governance in agricoltura presentata questa mattina dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, con l’assessore al ramo Wilma Mazzocco a segretari e capigruppo delle forze che compongono la coalizione di maggioranza.

“Abbiamo messo insieme – ha detto l’assessore – tutti gli elementi di analisi  che aiuteranno il Consiglio a decidere sulla nuova forma da dare al sistema dei servizi di sviluppo agricolo, valutando la nostra situazione attuale, con costi e benefici, quella di altre realtà regionali e, infine, quella che si determinerebbe con diverse ipotesi  di riforma. Su questa base da oggi può partire la valutazione sul da farsi”.

La base del ragionamento è stata il forte processo di cambiamento che sta interessando il settore. Se, ha spiegato l’assessore Mazzocco, in passato servivano servizi di prima generazione, ossia più direttamente riconducibili all’attività sul campo, quali, ad esempio i piani di concimazione, ora è necessario pensare a servizi evoluti che guardino all’intera filiera, come ad esempio a commercializzazione ed agroenergia. A questa considerazione sono state affiancate analisi sulle situazioni attuali dei diversi enti che compongono il sistema di governance del mondo agricolo lucano e una comparazione con l’evoluzione del sistema in atto in altre realtà regionali, giungendo all’illustrazione di alcune ipotesi di riforma messe a punto dal Dipartimento regionale.

In particolare, per l’Alsia (Agenzia lucana di Sviluppo e innovazione in agricoltura), che attualmente ha una dotazione di circa 150 addetti assunti e di altri 50 co.co.co. (più del personale in forza allo stesso Dipartimento Regionale e più di quanto lavora in analoghe strutture di altre regioni anche più grandi), si pensa a una riduzione a 75 unità, con il trasferimento del personale in surplus ai Dipartimenti regionali in base alle specifiche competenze. In alternativa, si potrebbe procedere direttamente all’unificazione di personale e funzioni nel Dipartimento Regionale (così come sta avvenendo in Toscana per l’omologa Arsia) e, eventualmente, procedere in fase successiva alla costituzione di un’agenzia agro-forestale per i servizi innovativi in agricoltura e per la gestione del patrimonio forestale. In ogni caso, la soluzione, oltre a consegnare una macchina amministrativa più snella, efficiente e specialistica, garantirebbe significativi risparmi nella gestione.

Quanto ai Consorzi di Bonifica, anche se ci sono aspetti da chiarire in particolare per la collocazione nell’ambito del riassetto del sistema di gestione della risorsa acqua, l’ipotesi di lavoro è l’accorpamento in un “Consorzio Unico” dei tre CdB lucani: l’unico consorzio assumerebbe rilevanza regionale, articolato comunque in tre unità operative territoriali, che comporterebbe a medio-lungo termine, una significativa riduzione dei costi ed una razionalizzazione istituzionale. Il nuovo soggetto vedrebbe un rafforzamento delle competenze dei CdB nell’ambito del sistema regionale di produzione di energia da fonti non convenzionali (idroelettrico, fotovoltaico, biomasse ecc.). La struttura unica regionale  dovrà garantire un’uniformità delle attività di pianificazione, progettazione, riscossione, gestione delle politiche del personale oltre a favorire economie di scala, assicurare una maggiore elasticità finanziaria e di gestione delle risorse umane e soprattutto un miglior coordinamento e confronto.

Quanto alle Associazioni Allevatori, che svolgono funzioni delegate dalla Regione, si auspica la riunione delle due Apa (Associazioni provinciali allevatori) attualmente esistenti in un’unica Ara (Associazione regionale allevatori) come già fatto in altre 17 regioni. All’interno dell’Ara andrebbero rivisti i sistemi di rappresentatività, con una organizzazione statutaria che garantisca la rappresentanza di tutti gli allevatori associati e che veda assicurata nella composizione degli organi sociali anche la presenza della compagine minoritaria al risultato elettorale.

Infine la scelta sui Distretti rurali e agroalimentari di qualità; la loro collocazione funzionale nell’ambito del Dipartimento Agricoltura, attesa la peculiarità delle attività svolte, appare al momento la più idonea  a garantire l’efficacia operativa di tali strutture intermedie.

Un ragionamento a più ampio raggio va invece messo in campo per Arbea. Superata la fase di straordinario impegno riuscendo a garantire l’operatività del sistema grazie ad una convenzione con Agea, bisogna delineare assetti definitivi che garantiscano la terzietà del soggetto pagatore indicata dalle procedure comunitarie. Su questo il quadro proposto presenta una mole di attività di autorizzazione, esecuzione, contabilizzazione e controllo dei pagamenti in favore delle aziende che fa apparire indispensabile la presenza di  strutture dedicate.

“Stiamo lavorando alla realizzazione di un sistema di governance in agricoltura – ha spiegato il Presidente De Filippo – che aiuti nel contenimento della spesa, ma soprattutto renda la macchina amministrativa più agile e maggiormente in grado di supportare le esigenze del mondo agricolo. Il lavoro – ha aggiunto – è in fase avanzata per quel che riguarda l’analisi e siamo al momento della costruzione condivisa di riforme intelligenti e lungimiranti. In questa fase ci aspettiamo che arrivino contributi e osservazioni di cui siamo pronti a far tesoro e per questo, oltre a tutti i passaggi di confronto istituzionale vogliamo sottoporre le ipotesi alle forze di maggioranza e di opposizione e alle forze sociali. Le linee guida – ha concluso De Filippo – devono comunque essere maggiore efficacia, contenimento della spesa e valorizzazione, oltre che tutela, dei lavoratori”.

La discussione procederà con le organizzazioni agricole già il prossimo 17 dicembre, data in cui é convocato il “Tavolo verde”.

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