Ritorna l’appuntamento con i Venerdi Culturali di Presenza Lucana

Dopo la serata dedicata a “Poesia e Musica”, con letture di brani del 1600-1800 e musica barocca per arpa, continua la serie delle attività dei Venerdì Culturali con la cartella “Storie e tradizioni del Sud” che questa volta è dedicata ad un incontro itinerante per la “Promozione del patrimonio culturale, storico e artistico della città di Ferrandina” con la presentazione di un testo curato dall’Associazione La Cupola Verde, dal titolo: “A Ckiede Tiembe…! Personaggi, luoghi e fatti della memoria ferrandinese” Matera, Arteprint 2011. L’appuntamento è fissato per Venerdì 1 Giugno presso la sede di Presenza Lucana, in Via Veneto 106/A con inizio alle ore 18.30. Parteciperanno all’incontro, gli autori del libro:

• Nicola Pavese e Filippo Radugno, rispettivamente, Presidente e Direttore dell’Associazione e del mensile “La Cupola Verde”,

• Giuseppe Coniglio (Ricercatore all’Università di Napoli e Saggista),

• Pio Rasulo (Scrittore e poeta, già Docente presso l’Università di Lecce),

• Michele Santoro (Presidente dell’Associazione Culturale Presenza Lucana) in qualità di moderatore.

• Nel corso della manifestazione, saranno intervallati brani musicali della tradizione popolare lucana, eseguiti da Daniela Ippolito (voce e arpa) con il recital “Tra canti di lavoro e di emigrazione”

Il testo si presenta bene graficamente: nella parte iniziale è inserita una bella foto di fine secolo XIX. Le prefazioni al testo sono dell’Assessore alla Formazione, Lavoro e Cultura Rosa Mastrosimone, di Angelo Lucano Larotonda e di Giovanni Russo.

I 10 Capitoli , a temi diversi, di cui è ricco il libro, sono il recupero della memoria storica avvenuta tramite uno studio combinato, scritto a più mani e sapientemente raccolto da Nicola Pavese e Filippo Radugno. A “La Cupola Verde”, mensile curato dall’associazione, va il merito di aver fornito e dato spazio a vecchie e nuove generazioni: le prime per raccontare e raccontarsi, le seconde per ascoltare, sapientemente, conoscere meglio e descrivere il territorio nel quale è vissuta la propria famiglia. E’ stato il tempo a disegnare, a volte chiaramente, altre in modo velato, storie di personaggi della comunità in cui giovani e adulti hanno scritto in modo, quasi “diaristico”, la trasformazione che, maestra la tecnologia, ha portato il paese a vivere la modernità.

Per questo la storia diventa come una favola in cui a “c’era una volta…” subentra “A Ckíëdë Tíëmbë…!” (A quei tempi…!).

Il testo aiuta a uscire da “A Ckíëdë Tíëmbë…!”, facendo conoscere uno spaccato di vita paesana, cristallizzata, in cui ogni persona aveva un suo compito e in cui la strada era la casa di tutti, con i suoi colori, i suoi odori e i suoi suoni, fatti da un vociare che entrava e usciva dalle porte aperte. In strada si viveva sia la festività e sia la quotidianità. Il libro non è fine a se stesso, cioè legato al paese da cui le storie sono nate, ma è tutto il sud che si riconosce in esso con:

– I mestieri, la terra, le produzioni;

– Le tradizioni e le consuetudini;

– La vita sociale e culturale;

– La religiosità;

– L’incanto della banda;

– Un mosaico di fatti ed avvenimenti;

– Il valore della memoria;

– Storie di uomini;

– Palla a centro e…guerra;

– Verso quale identità.

I temi affrontati in queste dieci schede possono essere un esempio metodologico per dare, ad altri, la possibilità di uno studio approfondito del proprio territorio. La serata si svolge con ingresso libero.

 

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