“Roberto ed Andrea, la commedia degli equivoci”: Ultima fatica letteraria di Vito Coviello scrittore poeta materano

Presentazione di Annamaria Antonelli free lance e scrittrice materana:

Il palcoscenico, un luogo dove gli attori interpretano ruoli o mostrano se stessi come nei monologhi.

Il teatro, la metafora della vita. E’ proprio la vita quotidiana, le sue sfaccettature, i momenti e le situazioni che si creano che fanno da contorno alla storia di Roberto e Andrea una commedia teatrale, atto unico, scritta da Vito Coviello scrittore, poeta e in qualche modo regista, sì della propria vita.

Vito in questa commedia ironizza sulla sua cecità fisica guardando oltre la stessa e descrivendo tutto quello che affronta ogni giorno in modo allegro e scherzoso, regalando al pubblico momenti di gioia e tante risate.

Nella commedia ci sono temi importanti e molto attuali che, seppur raccontati scherzosamente, sono temi sui quali riflettere non solo per il tipo ma, per come la società li vede, come affronta e accetta o meno alcune situazioni.

In primis si affronta il tema della disabilità, una parola usata spesso e che molti di noi la vede limitativa e lo è solo per il corpo. Ma, gli uomini hanno la mente, per riflettere e il cuore per reagire è proprio così che l’obiettivo ottico che si chiude, ne apre uno nuovo sul mondo che ha inizio in sè stessi, fà reagire e agire tra mille difficoltà.

E’ così che oggi Vito ci regala tanti testi, poesie, romanzi, racconti e ora anche una commedia teatrale, tutto ciò che emoziona!

Il titolo della commedia è: “Roberto e Andrea, la commedia degli equivoci”.

Sono proprio le parole, le idee, i giudizi che creano gli equivoci, che creano le distanze tra le persone. Andrea è un’infermiera russa che si innamora di Roberto e tra tante avventure ed equivoci divertenti, alla fine per Amore cambia sesso, diventa donna. Chissà cosa si vive realmente in un corpo doppio, noi, io non lo so ma, so che sono persone.

E allora, buon divertimento.

La commedia sta per cominciare e mi raccomando ridete, ridete di cuore e alla fine nessun fischio, solo tanto cuore”.

Annamaria Antonelli

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