San Severino Lucano, il Covid non ferma il “Festival Gregorio Strozzi”

Il Covid non ferma il Festival Gregorio Strozzi, seppure in modo virtuale e con ogni tipo di precauzione e attenzione richiesta dalla situazione sanitaria, il tradizionale concerto a ricordo del musicista a cui la cittadina del Pollino ha dato i natali, giunto ormai alla sua diciottesima edizione, si terrà.
L’appuntamento è alle ore 17,30, sul palcoscenico del Palafrido ci sarà il giovane lucano Romolo Saccomanni, in “sala” tutti gli appassionati di musica classica che alle ore 17.30 si sintonizzeranno sulle frequenze di TRM h24, sul canale 16 del digitale terrestre per la Puglia e la Basilicata, sul canale SKY519 sul sito www.trmtv.ti e canali socia trm.
“Nell’ormai lontano 2003 abbiamo dato vita a una manifestazione dedicata a Gregorio Strozzi, con l’obiettivo, dice il sindaco Franco Fiore, di celebrare l’illustre organista e compositore italiano, che nacque a San Severino Lucano intorno al 1615. La sua rivalutazione costituì e tuttora costituisce il punto di partenza per una riscoperta del patrimonio musicale della Basilicata e di tutta la scuola napoletana.
Il Festival, continua il primo cittadino, quest’anno non potrà essere seguito dal pubblico in presenza data la situazione sanitaria, ma non abbiamo voluto interrompere la tradizione, abbiamo così fatto ricorso ai media. Il Festival, conclude il sindaco sta diventando ogni anno più significativo, grazie ai maestri di musica che vengono ad allietare il pubblico sanseverinese e non solo, quest’anno, come altre volte sarà un giovane lucano”.
Il programma del concerto è formato da arie sacre e profane di autori contemporanei e dell’epoca successiva al compositore G. Strozzi.
I brani eseguiti saranno:
– Amato ben, tu sei la mia speranza da “La verità in cimento” (A. Vivaldi)
– Piangono al pianger mio (S. D’India)
– Si dolce è ‘l tormento (C. Monteverdi)
– Aus Liebe da “Matthäuspassion” (J. S. Bach)
– Crude furie degli orridi abissi da “Serse” (G. F. Haendel)
– Les Baricades Mistérieuses (F. Couperin)
– In Furore iustissimae irae “1 movimento” (A. Vivaldi)
– Nel profondo cieco mondo da “Orlando Furioso” (A. Vivaldi)
– Del tradimento è questa la pena da “Giuseppe Riconosciuto” (E. R. Duni)

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