Sassi, poche idee ma confuse

Il 19 dicembre scorso, la dirigente all’Ufficio Sassi del Comune di Matera scriveva all’Avv. Maria Pistone, Assessore ai Sassi: “…non essendo chiaro il quadro normativo, data la decadenza del 2° Programma Biennale a cui riferirsi nella verifica della compatibilità degli interventi proposti alla pianificazione comunale”. Dopo tre mesi esatti, 19 marzo 2012, lo stesso funzionario scrive ad un cittadino che aveva avanzato istanza: “Gli immobili richiesti ricadono nell’ambito 22 destinato, con il 2° Programma Biennale,,, Per tale ragione, l’intervento proposto risulta incompatibile con la pianificazione vigente, pertanto la sub-concessione non può essere assentita”.

Ora, come sanno quelli che di queste cose s’intendono, dirigente compreso, se vi è stata decadenza (e c’è stata davvero) non si può riesumare il 2° Programma Biennale come fosse un Lazzaro redivivo. Ancor meno se il miracolo serve a giustificare il diniego ad una concessione già deliberata il 20/1/2009 salvo il rispetto di alcuni “indirizzi di merito” previsti nella delibera medesima.

E neppure si possono ignorare le altre sub-concessioni rilasciate negli ambiti 18, 22 e 23 che di verifiche “con la pianificazione vigente” non sembrano averne affrontate molte.

L’unico evento degno di rilievo nel trimestre in cui è resuscitato il Piano Biennale già decaduto e che quasi fortuitamente è stato reso noto (forse involontariamente) dall’Arch. Lorenzo Rota in una conferenza pubblica il 21 marzo scorso. “Pochi giorni prima di Natale, ho avuto un incontro con la Commissione Sassi illustrando con delle slide le linee per riprendere il 3° Programma Biennale, impostato nel 2005 e mai approvato”. Immaginate la sorpresa dei presenti e (forse) dello stesso Architetto Rota quando il Consigliere Comunale Adriano Pedicini (PdL), presente fra il pubblico, lo ha smentito dicendo che mai la Commissione Sassi (di cui Pedicini è componente) l’aveva ascoltato. Il chiarimento fornito da Rota non ha aiutato se non ad alimentare altri interrogativi: “L’incontro c’é stato, erano presenti il Consigliere Angelo Cotugno, il sindaco Adduce ed altri”.

Allora occorre capirsi e spiegare, egregio signor Sindaco: chi prende accordi con Rota e per cosa? Se non è la Commissione Sassi, preposta allo scopo, sono altri aggregati di partito? Di interesse (legittimo)? Di volontari benefattori?

Certo è che il cittadino, al secolo Fabrizio Zampagni, aspetta risposte esaurienti e, evidentemente, correttive degli abbagli sin qui presi. Aveva da poco terminato un lungo sciopero della fame (20 giorni) ma si dice pronto a riprenderne un altro. E, come al solito, il toscanaccio non aspetta sine die. Ha anticipato che riprenderà a non alimentarsi il 30 marzo, appena in tempo per manifestare pubblicamente in occasione delle celebrazioni conclusive del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Intanto, ha informato il Prefetto che chiederà al Presidente De Filippo la nomina di un commissario ad acta che si occupi dell’applicazione della Legge 771/86. I sassi non possono essere lasciati a questo manipolo di dirigenti/politici/funzionari inetti e inerti, negligenti e neghittosi. Sono una risorsa, forse l’unica, rimasta alla città di Matera. Intanto il 24 marzo, alle ore 18.00 presso la Mediateca Provinciale in Piazza V. Veneto, l’Ing. Vito Labarile relazionerà su “Il Parco museale Demo-etno-antropologico: grande attesa”! Conoscere per deliberare.

Nicola Piccenna

 

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