Sciopero di 8 ore per turno alla Cementir di Taranto

E’ una nostra prima risposta dura, che abbiamo concordato con i 108 lavoratori in sciopero nei tre turni, alla Cementir e alle sue dichiarazioni di guerra evidenziate nell’incontro del 17 giugno u.s., quando ha prefigurato il possibile disimpegno produttivo dal territorio ionico.

Ancora una volta il sindacato delle costruzioni è in prima linea per scongiurare scenari di desertificazione industriale che renderebbero Taranto più povera, la situazione occupazionale più critica ed ancor più penalizzata la sua storica vocazione produttiva che è anche industriale.

Come Filca Cisl stigmatizziamo l’atteggiamento discutibile del management aziendale di volersi sottrarre al confronto concertativo, a tutto campo, coinvolgendo anche le Istituzioni a tutti i livelli, puntando alla riconferma dell’orientamento più volte manifestato di voler procedere al revamping dello stabilimento ionico.

Sembrano alquanto stucchevoli, a tal proposito, le motivazioni finora addotte, come la persistente crisi nel settore delle costruzioni e l’insufficienza della disponibilità della loppa resa disponibile dalle lavorazioni in Ilva, pari oggi a 350 mila tonnellate/anno a fronte di 1 milione di tonnellate/anno occorrenti nel caso di revamping e che lo stabilimento siderurgico potrebbe diminuire la produzione di acciaio in conseguenza dell’A.i.a.

La verità è che da 10 anni a questa parte la Cementir opera una sorta di scarica barile nei confronti di soggetti terzi, pur avendo coscienza che l’attuale struttura produttiva sia da tempo obsoleta e che proprio per questo essa non richieda affatto interventi parziali ma totali.

L’A.i.a. alla Cementir costerebbe 10 milioni, se l’Azienda decidesse di intervenire sull’attuale stabilimento ma quel che è certo è che l’esito finale cozzerebbe totalmente con la decisione di procedere al revamping, rendendo del tutto inutile l’intervento e decisamente sprecate le risorse.

E’ lecito, allora, esprimere perplessità e manifestare dubbi su quali siano le ragioni vere per cui la Cementir non intenda fare di tutti questi argomenti occasione di confronto concertativo, atteso anche che la possibile chiusura dell’area a caldo dello stabilimento dimezzerebbe del 50 per cento l’attuale forza lavoro?

Noi pensiamo di si!

Per tutto questo, dunque, scioperiamo.

Non vogliamo che lo storico stabilimento Cementir di Taranto riduca le sue funzioni a quelle di un semplice magazzino.

Vito Lincesso – Segretario generale FILCA CISL Taranto-Brindisi

 

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