Si chiude la campagna promossa dalla Fiba per mettere un freno alle retribuzioni dei top manager

sportello bancaSi è conclusa con successo la campagna di raccolta firme promossa dalla Fiba Cisl sul progetto di legge di iniziativa popolare con cui si intende tagliare le retribuzioni dei top manager delle società per azioni. In Basilicata sono state raccolte quasi 3 mila firme sui posti di lavoro e nei gazebo allestiti nei principali centri della regione. Tra i firmati il neo governatore lucano Marcello Pittella, i sindaci dei due capoluoghi, Vito Santarsiero e Salvatore Adduce, e numerosi altri amministratori locali. E dalla Basilicata partirà una delegazione della Fiba alla volta di Roma dove, al Centro Congressi Capranichetta, in Piazza Montecitorio, giovedì prossimo, 5 dicembre, si terrà un convegno che chiuderà ufficialmente la campagna di raccolta firme e aprirà la fase di lobbying parlamentare a sostegno del progetto di legge. Al convegno interverrà il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

“Abbiamo raggiunto un primo risultato raccogliendo a livello nazionale circa centomila firme”, spiega il segretario della Fiba Cisl Basilicata, Gennarino Macchia, evidenziando che “la forte adesione popolare alla proposta di legge della Fiba renderà più forte l’azione che dovremo svolgere nei prossimi mesi affinché il tetto alle retribuzioni dei top manager diventi legge dello Stato. La Fiba non ha nulla contro i top manager, in particolare quelli che creano valore e fanno funzionare bene le proprie aziende, ma non è più tollerabile che la retribuzione di un top manager non sia legata ai risultati e proporzionata al monte retributivo totale”.

“La proposta di legge della Fiba – continua Macchia – è il grimaldello per scardinare un sistema bancario che spenna i poveri per dare ai ricchi, che finanzia gli amici degli amici ma fa la faccia feroce con il piccolo artigiano o il commerciante, che ha gettato miliardi di euro in spericolate operazioni di sistema, finite nel capitolo delle sofferenze. Ecco, noi vogliamo cambiare questo modo di fare banca, lontano dalle esigenze della gente e delle piccole e medie imprese, le une e le altre spina dorsale del paese, e lavoreremo affinché le banche tornino a svolgere la funzione di lievito dello sviluppo locale mettendosi a disposizione delle imprese e delle famiglie con servizi innovativi e una mentalità nuova”.

 

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