Si è dimesso il sindaco di Barletta

A poco più di un mese dall’elezione, oggi Nicola Maffei, sindaco di Barletta, ha formalizzato le dimissioni. Maffei (Pd), al secondo mandato, era a capo di una coalizione di centro sinistra che ieri non è riuscita dopo tre votazioni in Consiglio ad eleggere il presidente dell’assemblea. Oggi scade il termine per i Comuni per l’approvazione del bilancio. “La norma prevede che il prefetto intimi al sindaco – ha spiegato Maffei – di approvarlo al massimo nei 20 giorni successivi. Nello stesso arco di tempo mi auguro che i partiti e la coalizione trovino la quadra”.

E’ proprio la presidenza del Consiglio il nuovo nodo del contendere a Barletta, dopo la nomina travagliata e contestata della giunta arrivata il 13 luglio scorso con soli otto assessori (anziché i nove previsti) scelti da Maffei tra i primi non eletti dei sei partiti di maggioranza. Il PD, il partito di maggioranza relativa a cui spettava, secondo gli accordi, lo scranno più alto del Consiglio, si è presentato diviso. Con due candidati: Enzo Delvecchio e Michele Lasala. Nelle tre votazioni il primo è passato da 12 a 14 voti. Il secondo ha oscillato tra i 6 e i 7. L’opposizione ha votato compattamente per Rosa Piazzolla (10 voti). Il sindaco Maffei al termine del primo scrutinio ha annunciato che, nel caso in cui alla terza votazione non si fosse sbloccata la situazione, avrebbe dato le dimissioni. Minaccia che non ha sortito gli effetti sperati. Consiglio sospeso per 48 ore, che riprenderà con un altro dibattito molto importante per la sopravvivenza dell’esecutivo a Barletta, ovvero l’approvazione del bilancio di previsione.

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