Il sindaco De Ruggieri incontra il primo cittadino di Pavia

Il Sindaco di Matera Raffaello de Ruggieri ha ricevuto stamane in Comune, accompagnato dal Presidente del Consiglio comunale Angelo Tortorelli e dal Presidente della Camera di Commercio pavese Franco Bosi, il Sindaco di Pavia Massimo Depaoli.
I due primi cittadini hanno affrontato il discorso della semplificazione delle procedure e si sono interrogati sulle strategie per la facilitazione delle tempistiche, facendo considerazioni sulle maglie della burocrazia che fanno ritardare il varo in tempi accettabili di qualsiasi progetto. Il Sindaco di Matera ha sostenuto che: “Ci vorrebbe una forza commissariale per sfuggire ai singhiozzi delle procedure. Noi abbiamo la necessità di accelerare i tempi. In genere arriviamo già sfiniti ai nastri di partenza. Una delle strade percorribili è quella data dalle occasioni offerte dalla Zes, in special modo quella di ultima generazione, ovvero la Zes 2.0, che sarebbero in grado di accompagnare gli investimenti che stiamo predisponendo per costruire in città un hub tecnologico”.
La conversazione è poi proceduta seguendo la curiosità degli illustri ospiti sul cammino di Matera e su percorsi collaborativi che si possono contrarre tra le due città, in special modo nel campo della
conservazione dei beni culturali grazie alla tecnologia e utilizzando la presenza in Matera dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro. Il Sindaco poi, sempre per rimarcare il discorso tecnologico finalizzato all’occupazione, ha ricordato: “Nella mia visione, l’autonomia economica del Mezzogiorno deve passare da un legame totale tra identità e tecnologia. Se noi non entriamo in maniera fiera nel capitolo dell’Hi-Tec e dell’innovazione resteremo ancora una volta in una condizione passiva”.

I discorsi sono proseguiti sulla crescita della città dal momento della proclamazione e si sono conclusi con uno scambio di doni e suggellati dalle parole del Sindaco di Matera: “Il nostro ruolo deve essere quello di trasformare le attività imprenditoriali da pesanti a pensanti”.

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