Sisma ’80, Gentile: E’ il momento dell’analisi e delle responsabilità

“Oggi è un appuntamento importante per ricordare un tragico avvenimento che alla popolazione lucana portò tanto dolore per le numerose vite spezzate e per gli ingentissimi danni al patrimonio edilizio pubblico e privato, alle attività produttive della nostra regione”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Rosa Gentile, intervenendo al convegno sui 30 anni dal sisma organizzato a Muro Lucano dalla Regione Basilicata. “Oggi – ha continuato Gentile – è il tempo dell’analisi. Dobbiamo tutti sederci intorno al tavolo dell’Osservatorio sull’edilizia attestato al Dipartimento infrastrutture per avere un quadro chiaro sulle cose da fare e su quello che è stato fatto anche in considerazione che il Governo nazionale ha tagliato fondi al dipartimento infrastrutture che ammontano a circa 60 milioni di euro”.

Ad aprire i lavori il sindaco di Muro Lucano, Gerardo Mariani, che ha proposto l’istituzione di un tavolo concertativo permanente per monitorare, rimuovere, quantificare e reperire ulteriori
risorse per il completamento della ricostruzione: modificare l’art 13 alla legge regionale n 49 per evitare le giacenze (somme non spese) presso la Tesoreria dello Stato e dare attuazione da parte della Regione alla contrazione del mutuo per le prescrizioni dell’opera di ricostruzione nei Comuni colpiti dal terremoto del 1980”.

Dopo un minuto di silenzio dedicato a tutti i morti del sisma dell’80, sono intervenuti alcuni sindaci del cratere che hanno evidenziato limiti e virtù della legge 219.

Subito dopo la parola è passata alle organizzazioni sindacali che hanno ricordato l’impegno dei lavoratori in quel difficile momento. Il segretario regionale della Cisl, Nino Falotico, ha ricordato i 400 milioni di lire raccolti che servirono per 600 borse di studio da destinare ai figli deceduti del terremoto e alla realizzazione di 21 centri sociali. “Molte cose sono state fatte, molti centri storici sono stati riqualificati, molte strade sono nate, ma non bisogna dimenticare quegli insediamenti produttivi nati per la circostanza e poi morti dopo qualche tempo”.

Fra gli intervenuti anche il parroco di Muro Lucano, Giustino D’Addezio, che ha ripercorso la situazione delle chiese della comunità di Muro Lucano che “devono tutte essere restituite alla vita dei fedeli”.

Mentre Pino Basile, della Protezione civile, ha segnalato la necessità di “avere uno scenario preciso davanti a noi”.

Per Rocco Vita, “occorre dire stop alle richieste di proroghe per la rendicontazione, altrimenti si entra in difficoltà. Occorre, insomma, dire basta a questo terremoto, ma dobbiamo assicurare a chi aveva attese di avere le risposte adeguate per la ricostruzione della propria casa. Dobbiamo da una parte avere certezze sui flussi finanziari dello Stato, ma dobbiamo anche mettere in campo adeguati strumenti. E la Regione Basilicata è fortemente impegnata in questa direzione”.

 A ricordare quella tragica giornata ci ha pensato il presidente dell’Anci Basilicata, Vito Santarsiero, che ha ricordato quella grande solidarietà della società civile. “Una solidarietà che, tuttavia, di fronte a un’emergenza così vasta, non era sufficiente. E fu dal nostro terremoto che nacque così la necessità di ricostruire la Protezione civile moderna. La legge 219 conteneva due parole, ricostruzione e sviluppo. L’Italia capì, così, che bisognava coniugare quelle due parole. Purtroppo, lo sviluppo è la parte della 219 che ci è venuta meno nonostante i 60 mila miliardi di lire, di cui un terzo dalla Basilicata. Ma se non c’è stato sviluppo è stato colpa dello Stato che ha favorito aziende che non sono del nostro territorio. Lo dobbiamo ricordare con forza. La Lega cerca, invece, di dare un disegno completamento diverso. Mentre, bisogna sottolineare che la ricostruzione, affidata ai nostri tecnici locali, ha avuto successo. E’ la pagina migliore della legge 219”,

Subito dopo è intervenuta Maria Teresa Bozzi, dirigente generale del ministero delle Infrastrutture. “Con 600milioni di euro si potrebbe chiudere il capitolo della ricostruzione in Basilicata. Bisognerà vedere come lo Stato vorrà coprire questo fabbisogno. Parliamo però di edilizia abitativa e non di sviluppo. Con la regione Basilicata abbiamo collaborato fattivamente con l’attivazione di un meccanismo di mutui. Penso però che ci vuole una legge nuova. Spero di dar vita a dei tavoli tecnico- politici per capire cosa può servire per favorire lo sviluppo locale”.
“Dal terremoto dell’80 – ha affermato Rosa Gentile – è iniziato un nuovo cammino della Basilicata che ha visto la nascita dell’Università degli Studi della Basilicata e di altri enti di ricerca, la ricostituzione e rivitalizzazione dei centri storici, l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio danneggiato, una nuova cultura della prevenzione”.

L’assessore Gentile ha quindi offerto alcuni dati.

“Il fabbisogno residuo stimato nel 2008, come indicato dal DPCM 3/6/2008 sulla base dei dati in possesso del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, era pari a circa € 600 milioni.

Tale cifra è suscettibile di variazioni in aumento in quanto la stima del Ministero è basata sulla somma delle richieste dei cittadini a corredo delle domande all’uopo presentate e non tiene conto della possibilità consentita ai soggetti aventi diritto da norme successive alla legge 219/81 di richiedere il contributo massimo ammissibile fino all’ultimazione dei lavori. La Regione con la L.R. 18/07, come modificata dalle LL.RR. 7/09 e 28/10, ha inteso avviare un percorso virtuoso implementando, tramite una procedura informatica, un sistema di monitoraggio della spesa e dell’andamento della ricostruzione che avrà pieno compimento il 31 dicembre di quest’anno, termine entro il quale i Comuni dovranno approvare tutti i progetti giacenti. Solo dopo quella data sarà possibile determinare l’effettivo fabbisogno residuo. E’ anche evidente che qualunque cifra indicata come fabbisogno è destinata ad aumentare ulteriormente nel tempo per il meccanismo dell’aggiornamento previsto dalle norme, in base al quale il buono contributo è aggiornato alla data di emissione (a titolo esemplificativo, se nel 2008, data di approvazione del progetto, il buono contributo calcolato era pari a 100, nel 2013, data di emissione del buono stesso, sarà pari a circa 120). Ciò significa che, anche stabilendo con buona certezza il fabbisogno residuo, qualora lo stesso non fosse finanziato subito, le risorse necessarie sarebbero destinate ad aumentare nel tempo. Si deve anche considerare, però, che è ragionevole prevedere una variazione in diminuzione del fabbisogno residuo, per il fatto che la stima ministeriale del 2008 si è basata sulle graduatorie formulate da tanti Comuni solo considerando le richieste dei cittadini, e che, quindi, il risultato (fabbisogno reale) deriverà dall’esame definitivo delle pratiche giacenti, con verifica puntuale dei requisiti e della completezza, e dalla loro definitiva approvazione, da effettuarsi, come si è detto, entro il prossimo 31 dicembre (scadenza ultima non più prorogabile per volntà espressa del Consiglio Regionale. In conclusione si può ragionevolmente affermare che la ricostruzione è completata in misura dell’85%, con specifico riferimento al fabbisogno residuo finalizzato a soddisfare l’obiettivo della legge di ‘risarcire il danno e adeguare sismicamente gli edifici’, avendo già da diversi anni risolto definitivamente i problemi di grave disagio. L’85% è un valore medio, in quanto nei comuni di prima fascia (disastrati) e nella gran parte di quelli della seconda fascia (gravemente danneggiati), e cioè nel 50% dei comuni lucani più colpiti, l’avanzamento è pari al 90%”.

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