Sistri: da nemico ad “amico” delle eco-mafie

E’ la questione rifiuti che continua ad animare anche il finire dell’estate. Questa volta nel mirino del Governo è finito il Sistri – Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti – che dopo il fallimento del Click Day (16 maggio 2011) e quasi due anni di proroghe sull’entrata in vigore, solleva le perplessità del Ministro Prestigiacomo. Di contro il 20 maggio 2011 il DG di Confindustria, Galli, in una intervista dichiara “Il Sistri di per sé è un sistema positivo, ma per ora non applicabile”. Cosa cambia? Nulla se non si da valore al percorso avviato nel 2009, che avrebbe portato ad una tracciabilità di tutti i movimenti legati a rifiuti pericolosi e/o speciali.  In questo modo le eco-mafie possono muovere rifiuti dannosi per ambiente e uomo senza dare conto, perchè come sottolinea Maurizio Bolognetti elementi quali legalità, trasparenza, eccifienza e modernizzazione possono attendere. Gli strumenti attualmente utilizzabili sono legati alla convenzione di Aarhus, dove si dichiara che i dati devono essere disponibili e che i cittadini sono chiamati ad una democrazia partecipata in fase decisionale, per esempio una nuova discarica su un territorio necessità del benestare dei residenti. In merito si è espresso anche il Presidente De Filippo, che in una nota sottolinea il valore del Sistri che non solo recepisce una direttiva comunitaria ma risulta un importante stumento di lotta proprio alle eco-mafie tanto “affezionate” al sud Italia.

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