Spese culinarie, nessuno sperpero, solo azioni di marketing

Per amore della verità devo precisare al consigliere Rosa che l’organizzazione dell’Evento relativo alla partecipazione di duecento giornalisti italiani all’Expo di Milano per la presentazione dei prodotti lucani non è addebitabile all’assessore Braia ma al sottoscritto che ha organizzato la manifestazione in collaborazione con il Dipartimento Politiche agricole e forestali.
Portare in un unico luogo duecento giornalisti (tra cui direttori, caporedattori e stampa specializzata) ha comportato un complesso lavoro organizzativo mai verificatosi nella storia della Regione Basilicata e, credo, in molti altri posti d’Italia.
Il prezzo di 35 euro a persona non deve scandalizzare alcuno, tenuto conto che con questa cifra a Milano sì e no si riesce a mangiare una cotoletta alla milanese con contorno. I prodotti presentati sono stati unicamente quelli lucani, dal fagiolo di Sarconi ai peperoni cruschi di Senise, dal pane di Matera all’Aglianico del Vulture. I cuochi non erano milanese ma lucani (di Lavello e di Forenza) che vivono a Milano.
Mi chiedo: ma la partecipazione della Regione Basilicata all’Expo di Milano non doveva servire anche per la promozione del gusto lucano? Quale migliore occasione si potrebbe ipotizzare se non l’invito, accettato, a duecento giornalisti italiani? Assicuro il consigliere Rosa che la mia partecipazione all’evento non è stata fatta a spese della Regione Basilicata essendo in quei giorni in congedo ordinario.
Sempre pronto ad accettare lezioni di marketing e comunicazione, purché fondate su verità e non su ipotesi strumentali.
Donato Pace – Direttore Ufficio stampa Giunta regionale

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