Stabilizzati i precari della ricerca dell’Oncologico di Bari

Qualche anno fa, addirittura prima di diventare Presidente della Regione, incontrai i ricercatori dell’Oncologico di Bari e constatai che non solo questa struttura stava per essere fusa col Policlinico dal punto di vista assistenziale, ma che tutto l’apparato di ricerca collegata all’oncologia che questi ricercatori rappresentavano stava per essere disperso, a causa anche di una produttività molto bassa. Prendemmo un impegno allora nei confronti di queste persone per rilanciare la ricerca oncologica dell’unico IRCCS Oncologico della Puglia e questa promessa oggi è stata mantenuta. È stata mantenuta anche grazie al lavoro del direttore generale Antonio Delvino e dei suoi collaboratori che, di concerto col Ministero della ricerca e dell’università, hanno consentito un procedimento che porterà definitivamente alla stabilizzazione. Finalmente questi ricercatori smetteranno di elemosinare borse di studio e di cercare una stabilità e offriranno tutta la loro energia ad un “impact factor”: la capacità di fare ricerca viene misurata con questo sistema che garantirà la sopravvivenza dell’IRCCS Oncologico di Bari anche negli anni a venire. Ci sono giornate come queste che ti compensano di tutto il resto. Se avessi dovuto cedere all’opinione comune quando sono diventato presidente e non avessi tenuto la delega alla Sanità, forse non avremmo raggiunto questo risultato. La squadra è un elemento essenziale per far crescere la comunità, il gesto di oggi è coerente con una strategia più ampia che stiamo attuando. A questi ricercatori va il mio grazie per tutto quello che hanno fatto è che faranno a partire da oggi”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia intervenendo oggi alla firma del contratto individuale di lavoro per l’assunzione a tempo determinato per la durata di 5 anni, con la prospettiva del successivo inquadramento a tempo indeterminato, secondo la normativa speciale di reclutamento di cui all’art. 1, comma 432 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (norma di prima applicazione della cd. Piramide della Ricerca) del personale precario. In particolare i contratti riguardano n. 10 Ricercatori sanitari e n. 8 Collaboratori professionali di ricerca sanitaria.

“Abbiamo provveduto – ha detto il direttore Antonio Delvino – a dare stabilità a 18 professionisti che hanno tenuto viva l’attività di ricerca negli ultimi anni nonostante operassero in regime di assoluta precarietà. Tale atto, di concerto con le altre iniziative poste in atto, permetta di far crescere ulteriormente la produzione scientifica dell’IRCCS”.

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