Studio Uil, in Italia il 3.1% dei dipendenti trova lavoro tramite centro per l’impiego

In Italia, solo il 3,1% dei lavoratori dipendenti ha trovato lavoro tramite un centro pubblico per l’impiego. Una percentuale molto bassa se rapportata alla media dell’Ue dove è 9,4%. E’ quanto emerge da uno studio della Uil. Anche sulle risorse dedicate ai Cpi, l’Italia è agli ultimi posti in classifica: nel 2008 veniva speso per il mantenimento della rete dei servizi per l’impiego lo 0,04% del Pil, cifra scesa allo 0,03% nel 2011. La conferma dell’esiguità di risorse dedicate ai centri per l’impiego nazionali, che non hanno solo la funzione di gestire il mercato del lavoro a livello locale, ma hanno anche importanti compiti nell’attuazione delle politiche attive, è confermata dall’analisi degli organici. In Italia, spiega la Uil, lavorano nei Cpi 10.100 addetti nel 2008, ridottisi tre anni dopo alla cifra di 8.575. In Francia, gli addetti ai servizi pubblici per il lavoro sono passati dai 26.543 del 2007 ai 49.400 del 2011. In Germania, erano addirittura 96.488 nel 2007 e sono diventati 115.000 nel 2011.E se si guarda alla spesa media per lavoratore dipendente intermediato dai servizi per l’impiego, in Italia si è speso nel 2011, 8.674 euro mentre in Francia 21.593 e in Germania 15.834 (la media Ue è di 14.062 euro).Le aspettative sono adesso riposte – sottolinea una nota della Uil di Basilicata – nell’attuazione del ddl della Giunta Regionale che prevede l’istituzione dell’Agenzia regionale per il lavoro e le transizioni nella vita attiva “Agenzia LAB” (Lavoro e Apprendimento Basilicata).
Nel sottolineare che secondo gli obiettivi prefissi la costituzione di un’unica Agenzia su base regionale per i servizi per il lavoro è finalizzata, quale primo risultato della riforma, da troppo tempo sollecitata dai sindacati, alla razionalizzazione del modello organizzativo ad oggi in carico alle due Province, la Uil sostiene che si attende la fase di avvio che, naturalmente, deve essere accompagnata dalla più ampia ed efficace concertazione con i sindacati per dare continuità al personale attualmente a lavoro nei Centri (125 unità), migliorare l’articolazione territoriale della agenzia e dei centri per l’impiego, per non far prevalere, anche in questo caso, i principi di spending review su quelli di qualità organizzativa e prossimità dei servizi ai cittadini. La Giunta Regionale è orientata ad attestare il personale dei centri per l’impiego fino al 31 dicembre 2016 alle Province e, pertanto c’è il tempo necessario per produrre tutte le azioni necessarie a rendere più funzionali i servizi di orientamento ed accompagnamento al lavoro che – afferma la Uil – come dimostra la deludente esperienza di Garanzia Giovani non sono al passo con le esigenze dei disoccupati e delle imprese. Pertanto – conclude la nota – siamo in attesa anche di conoscere le proposte che riguardano le agenzie provinciali dell’Apofil (Potenza) e dell’Ageforma (Matera), che del personale dei centri per l’impiego, allo scopo di favorire una piena integrazione delle risorse umane.

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