Svelati i vincitori del concorso per le aziende “Sfide d’Impresa 2010″

Chi l’ha detto che al Sud non c’è innovazione? Chi l’ha detto che non ci sono giovani imprenditori? Chi l’ha detto che al Sud si fa poca attenzione all’ambiente? Chi l’ha detto che al Sud non si dialoga con l’Europa? Gli esempi di realtà aziendali che hanno lanciato una sfida importante dal Mezzogiorno sono tanti, ma forse poco noti. Basta cercarli per trovarli: BtoBe lo ha fatto attraverso un bando, “Sfide d’impresa 2010”, che ha premiato le 4 categorie di concorso durante la serata di domenica 21 novembre.

Per la categoria Sfide Euromediterranee vince il Premio l’azienda Aequor Sas di Maratea, agenzia di promozione e comunicazione integrata per maestosi velieri e caicchi in Italia e all’estero.

La Basilicata viene così proiettata in un contesto europeo, attraverso un progetto che ha avuto importanti ricadute ambientali, sociali e occupazionali.

Per la categoria Sfide Giovani vince il premio il Biscottificio Dolce Giorno di Luzzi (CS), opificio di prodotti da forno di nicchia che ha l’obiettivo di esaltare le materie prime calabresi come liquirizia, cedro, peperoncino, bergamotto, fico, clementini creando cooperazione tra le aziende locali e una filiera corta tra produttore e consumatore. L’azienda è certificata UNI EN ISO 14001:2004.

Per la categoria Sfide Innovative vince il premio l’azienda Green Fax di Matera che con il Progetto Tufoland – dedicato al supporto di stampa e al processo di applicazione del decoro – ha creato la linea di “Affreschi” murali, interior design e complementi d’arredo realizzati interamente in tufo decorato artisticamente. Green Fax è un’azienda lucana che grazie ad un processo innovativo ha saputo riqualificare un materiale povero come il tufo con importanti ricadute ambientali e turistiche di valorizzazione del territorio.

Per la categoria Sfide Sostenibili vince il premio l’azienda Lachifarma SrL di Zollino (LE) che ha messo a punto una tecnologia per valorizzare le acque di vegetazione prodotte dalla molitura dell’olivo ottenendo un brevetto di livello mondiale. Lachifarma ha saputo guardare con occhi diversi un prodotto già simbolo della Puglia trasformando uno scarto in una risorsa per l’ambiente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *