Tecnica invasiva. Il futuro della chirurgia ortopedica

La chirurgia del ginocchio e del piede negli ultimi anni ha fatto registrare notevoli progressi. In tale ottica un riferimento ben preciso nel panorama nazionale è rappresentato dal dott. Donato Panetta, ortopedico lucano di Pisticci, che onora la sua terra e che da anni si dedica con cura, passione e competenze alla ricerca e sperimentazione di nuove tecniche che oggi hanno un riscontro positivo. Panetta entra subito nel merito del problema: sia in caso di un alluce vago o di un ginocchio, quando si avverte un dolore ad un arto, si sovraccarica quello sano, o si compromette compromettere la postura della colonna vertebrale. L’U. O. di Ortopedia della clinica D’Amore Hospital di Taranto, diretta da Panetta, concentra i propri sforzi sulle tecniche mininvasive, molto vantaggiose nella chirurgia del piede e protesica del ginocchio, che consentono al paziente dopo pochissime ore dall’intervento Entro pochissime ore dall’intervento di riprendere la vita normale. La chirurgia del piede con tecnica percutanea è un esempio: attraverso due o tre minincisioni con apposito strumentario e sotto controllo radiografico si può eseguire la correzione di deformità come l’alluce vago, dito a martello e metatarsalgie, con assenza di cicatrici; riduzioni del trauma chirurgico, di sanguinamento e di dolore postoperatorio, con rapido recupero funzionale. “Gli eccellenti risultati offerti dalla nuova tecnica dipendono anche dall’operatore, cui si chiede perfetta conoscenza dell’anatomia del piede” -spiga Panetta- “Lavorando a cielo chiuso, il medico deve evitare che le frese danneggino le strutture anatomiche, in particolare tendini o nervi sensitivi. Tant’è che, se da una parte la tecnica ha riscosso ampio consenso nei pazienti, tra gli specialisti che si occupano da anni di chirurgia del piede c’è prudenza e qualche perplessità. Solo in mani esperte danni e complicazioni si riducono al minimo”. Il trattamento della gonartrosi con protesi articolari è un ulteriore esempio. La patologia artrosica, diffusa in età avanzata, assottiglia la cartilagine che riveste femore e tibia causando notevole limitazione funzionale. L’equipe di Donato Panetta esegue oltre il 70 per cento degli interventi di arto-protesi al ginocchio con tecnica mininvasiva (MIS) e risparmio tissutale (TSS). Le tecniche utilizzate per l’impianto di protesi sia mono-compartimentali che totali di ginocchi garantiscono un miglior impatto estetico, ridotto sacrificio di tessuti tendinei e legamentosi, ridotte perdite ematiche e rapidi tempi di recupero. In pazienti selezionati è applicato un protocollo chiamato Fast Track, attraverso cui il paziente diventa protagonista non passivo del recupero. Candidate ideali a questo tipo di intervento sono le persone che non superino i 60 anni, non in sovrappeso e che non presentino lesioni ai legamenti crociati anteriori. E poi tutti gli altri. L’applicazione di tecniche mininvasive rappresenta ormai il futuro e la nuova frontiera della ortopedia e il fiore all’occhiello del reparto ortopedico della Casa D’Amore Hospital di Taranto.
Giuseppe Coniglio

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