Tendopoli a Palazzo San Gervasio, condivisione non sia fatto accessorio

“Siamo perfettamente in linea con l’appello rivolto dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che si è rivolto alle Regioni chiedendo di collaborare per l’emergenza dei profughi libici, ma vorremmo capire come farlo. Dico questo senza intenti polemici ma solo perché credo che se vogliamo dare il giusto aiuto a queste persone in fuga ed evitare tensioni tra i cittadini italiani il più ampio coinvolgimento nelle scelte appare questione non formale”. Così il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo ha commentato le notizie sulle operazioni in atto per allestire una tendopoli a Palazzo San Gervasio dove accogliere 600 profughi, partite senza che la Regione fosse stata chiamata a condividere la decisione o che ne fosse informata.

“Ho detto e ripeto che la priorità è non lasciare queste persone senza solidarietà – ha spiegato De Filippo – e non vogliamo certo tirarci fuori, tanto che, proprio in questa ottica, avevamo dato il consenso alla sistemazione di 400 profughi nella caserma Lucania di Potenza, prima proposta dal Ministero dell’Interno e poi resa indisponibile dal Ministero della Difesa. In questo momento non ci spaventano né le polemiche politiche che pure qualcuno fa, né rischi di perdita di consenso, anche se siamo certi di ben interpretare lo spirito solidale dei lucani, ma auspichiamo scelte condivise per evitare tensioni, per far si che quella che l’Italia offre a queste persone sia accoglienza vera e non ghettizzazione conflittuale con cittadini che possono pensare che lo Stato scarichi su di loro un problema, diffondendo lo stesso stato d’animo che in questo momento vivono i cittadini di Lampedusa”.

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