Tesi di laurea di Alessandra Del Prete

Nel cortile dell’ex convento San Francesco di Tricarico, sabato 27 agosto è stata presentata la tesi di laurea “Canti popolari del Materano. Biografia di una protagonista: Paolina Lotito e le ricerche socio-antropologiche sulla Basilicata” di Alessandra Del Prete, romana di nascita e nipote da parte di mamma di Paolina, laureata in Sociologia all’Università “Sapienza”, con orientamento didattico Analisi dei processi della comunicazione, la quale lavora all’Istituto nazionale delle malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” della Capitale. Paolina Lotito-Luisi, Teresa Lotito all’anagrafe, nata a Tricarico il 29 agosto 1908 e deceduta a Tricarico il 9 febbraio 2005, a quasi 97 anni, è stata una delle depositarie della tradizione musicale popolare tricaricese e diversi etnomusicologi, da Diego Carpitella nel 1952, con Ernesto De Martino, a Giorgio Adamo nel 1981 e a Nicola Scaldaferri nel 2003, sono venuti a Tricarico per ascoltare le canzoni dalla sua particolare voce, registrarle e studiarle. Ora fanno parte di quel ricchissimo patrimonio etnomusicale custodito nell’Archivio di Etnomusicologia dell’Accademia Santa Cecilia di Roma. L’autrice ha spiegato che l’idea di approfondire gli studi sulle ricerche socio-antropologiche della Basilicata, avvenute dal dopoguerra in poi e sulla vita di Paolina Luisi è nata dal fatto che la nonna rappresenta un tassello importante nella storia culturale tradizionale lucana, perché ha avuto una lunga vita che ha attraversato un periodo in cui l’Italia è passata una società socio-economica di tipo rurale a una industriale e post industriale e perché è stata l’emblema di questo paese e dei canti del Materano. Infatti, la prima parte della tesi dà risalto alle ricerche degli studiosi arrivati in Basilicata mentre, nella seconda, Alessandra Del Prete ha ricostruito la biografia di nonna Paolina attraverso i ricordi dei familiari, le registrazioni dei canti del 1952, materiali rielaborati da Ernesto De Martino e da Diego Carpitella e le interviste a Nicola Scaldaferri e a Giorgio Adamo. Proprio quest’ultimo, che è docente di Etnomusicologia all’Università “Tor Vergata” di Roma e responsabile dell’Archivio di Etnomusicologia, presente all’incontro, ha ricordato i suoi studi delle registrazioni degli anni Cinquanta, rimanendo impressionato dalla voce senza volto di Paolina che successivamente conobbe attraverso il sindaco di Tricarico di allora, Pancrazio Toscano, divenuto suo punto di riferimento. Ha, successivamente, spiegato l’importanza della tesi di Alessandra Del Prete, che parla della biografia della nonna non solo nel periodo conosciuto, fino al 1952 ma anche dopo, durante la residenza romana a casa della figlia e il rientro a Tricarico. Infine, ha comunicato che sta curando una nuova pubblicazione di canti popolari del Materano in tre cd, in cui saranno presenti le voci di Paolina Luisi e di altri due tricaricesi, Paolo e Rocco Dabraio. A questo proposito, il vice sindaco Rocco Dabraio ha ricordato l’amicizia di Paolina Luisi con i suoi antenati, anch’essi depositari della tradizione musicale popolare tricaricese. Anche il sindaco Antonio Melfi ha voluto ricordare la sua amicizia con Paolina, nata nel 1995, anno della sua prima elezione a sindaco e il loro incontro col giornalista, poeta e scrittore Mario Trufelli venuto a Tricarico a cercare notizie per la sua opera più famosa, “L’ombra di Barone”. L’incontro è stato curato dall’amministrazione comunale ed è stato voluto dal consigliere comunale con delega alla Cultura Pietro Cirillo, fondatore e guida del gruppo di musica popolare “Tarumba”, il quale, come aveva fatto già negli anni ’70 il fondatore dei “Tarantolati”, Antonio Infantino, ha trascritto direttamente da Paolina i testi di brani come “Cara Ninella”, “A’ p’lenzec”, “Tiritupt” e “A’ p’satur”, riproponendoli in chiave etnofolk. Lo stesso Cirillo, presentando l’incontro, ha sostenuto che, sicuramente, “lo stile canoro di Paolina deriva dalla scuola di donne anziane vissute a Tricarico nella zona del centro storico Saracena-Rabata, i quartieri arabi e da quando, nel periodo del carnevale, che a Tricarico inizia il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio abate, ogni sabato i contadini, insieme a Paolina e a Rocco Scotellaro, si radunavano nelle case di amici e suonavano con il cupa-cupa, a Tricarico chiamato cubba-cubba, le famose serenate citate nelle poesie dello stesso Scotellaro”. A conclusione, con il solo ausilio del tamburello, ha eseguito due canti popolari alla maniera di Paolina Luisi, suscitando un applauso entusiastico e commosso dell’uditorio.

Vito Sacco

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