Tinchi:avanti ad oltranza e niente liturgia per una settimana

È questa la volontà evidente che esce dalla manifestazione del 20 novembre. Le “rassicurazioni” fornite da Vincenzo Viti negli ultimi giorni e nel comunicato diffuso dopo la manifestazione di Tinchi, non rassicurano per niente i manifestanti e i comitati in lotta. Dire che non c’è mai stata l’intenzione di smantellare l’ospedale di Tinchi è come negare il tradimento quando il partner ti ha scoperto a letto con un’altra/o. E’ talmente evidente che a Tinchi c’è stato e continua ad esserci uno smantellamento che basta farci un salto per vedere che non c’è rimasto quasi nulla. Il direttore Generale Vito Nicola Attila Gaudiano ha davvero fatto un bel lavoro. Con atti autoritari, con le minacce, con i ricatti al personale, con il mobbing e quant’altro fosse stato necessario alla fine ci è riuscito. E se n’era accorto anche il Pd di Pisticci e Marconia quando a fine giugno definiva la direzione generale di Gaudiano “una iattura” per il territorio e ne chiedevano le dimissioni.
I comitati avevano accettato la proposta del PD di Pisticci e Marconia, oltre a quella dell’amministrazione comunale. In quella proposta c’era in bella evidenza una serie di funzioni che ora sono sparite dal comunicato di Vincenzo Viti consegnato alla stampa subito dopo la manifestazione di sabato. Funzioni come la Day Surgery, il Day Hospital, la One Day Surgery, il Day Service e addirittura l’Hospice che fu una proposta proprio di Viti. I comitati non ci avevano neanche pensato all’Hospice, ma ovviamente accettavano con piacere. Tutte queste funzioni richiedono ovviamente dei posti letto oltre a fisiatria e riabilitazione. Ma di questo non c’è più traccia nel documento di Vincenzo Viti. Evidentemente deve averci provato, ma non c’è riuscito. E questo fa arrabbiare soprattutto quelli più vicini al Pd, gli elettori e i simpatizzanti di quel partito. Paradossalmente, ma poi neanche tanto, sono proprio loro a chiedere ai comitati di andare avanti, di non mollare, di prendere iniziative di lotta più eclatanti e forti. Quel che è certo è che la lotta per ottenere almeno quello che è stato proposto da loro (cioè dallo stesso PD) andrà avanti con più vigore e che nuove iniziative tutti i giorni per impedire lo smantellamento dell’ultimo residuo di attività medico chirurgiche.

Da questa mattina i cittadini a Tinchi presidiano anche il secondo piano dell’ospedale per impedire che vengano soppresse le ultime, se pur minime, attività medico chirurgiche e continueranno a farlo.

Abbiamo detto che la misura è colma. Ci sentiamo delusi e traditi. Gli impegni assunti dai rappresentanti istituzionali sono finora stati disattesi.

I comitati stanno già lavorando per organizzare una nuova manifestazione per sabato 27 novembre, una grande marcia nella quale saranno protagonisti i giovani, gli studenti di tutte le scuole del territorio, i genitori, donne e uomini che hanno deciso che a Tinchi la giustizia e la democrazia dovranno vincere.

Il professor Tamburrano dal Veneto, dove si trova momentaneamente per motivi familiari, lancia un appello a tutti i parrocci del territorio di Pisticci, Marconia e Bernalda affinché sospendano tutte le attività liturgiche nelle loro parrocchie per una settimana in segno di solidarietà ai cittadini che manifestano per salvare l’Ospedale di Tinchi dallo smantellamento in atto e per chiedere alle istituzioni una risposta alle giuste richieste popolari.

Matrimoni, battesimi, funerali e le sante messe saranno celebrate nel piazzale dell’Ospedale o all’interno della struttura ospedaliera presidiata ormai da più di 140 giorni.

Anche un incontro con le associazioni sportive di Pisticci, Marconia e Bernalda si terrà presso l’ospedale di Tinchi per studiare insieme la possibilità di spostare le gare e gli allenamenti delle squadre di pallavolo sulla pista dell’Eliporto di Tinchi in segno di solidarietà al presidio sul tetto.

È assolutamente esclusa qualsiasi strumentalizzazione politica e partitica. La lotta di Tinchi resta la lotta dei cittadini e dei comitati.

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